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Psichiatria di precisione, al Sant'Andrea la cura giusta per ogni paziente

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La cura giusta per il paziente psichiatrico. Con la psichiatria di precisone si può. Al Sant’Andrea esiste dal 2016 il Servizio di Salute Mentale di Precisione, il primo nato in Italia, che svolge attività assistenziali e di ricerca proprio in questo settore e in sinergia con il Reparto di Psichiatria e il Centro per la Medicina di Precisione dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma. Nel 2025 sono state oltre 1.000 le visite effettuate e circa 300 i pazienti trattati, provenienti da tutto il Paese e non solo dai Centri di Salute Mentale del Lazio o dai professionisti del territorio.

“La medicina di precisione è in senso generale un modo differente di avvicinarsi alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento delle malattie, che considera le peculiarità del paziente, il suo stile di vita, e gli indicatori biologici derivati dall'analisi del genoma. Partiamo dal fatto che ogni persona è unica nelle proprie caratteristiche genetiche, ambientali e psicologiche che chiaramente influenzano anche la salute mentale. Rispetto alla psichiatria classica che basa la diagnosi sui sintomi e su approcci standardizzati, la psichiatria di precisione propone un supporto rivoluzionario basato su dati genetici, molecolari e ambientali in modo da individuare il miglior trattamento possibile per il paziente. Non esiste una competizione ma una collaborazione”, spiega il Prof. Antonio Del Casale, referente del Servizio di Salute Mentale di Precisione AOU Sant’Andrea.

“Il nostro ambulatorio svolge principalmente un servizio di consultazione ed è rivolto a pazienti con disturbi depressivi, psicotici e dello spettro ossessivo-compulsivo farmacoresistenti e ai pazienti affetti da disturbi psichici in comorbilità con patologie oncologiche o gravi patologie organiche. Tutti quadri clinici "difficili da trattare" (come per esempio disturbi depressivi, bipolari e schizofrenia). Quando il paziente arriva da noi vuol dire che è risultato refrattario ad almeno tre cicli diversi di terapia adeguati per dosaggi e tempi di somministrazione. Il nostro compito è quello di capire prima il perché e poi come aiutare il paziente se il dosaggio è ottimizzabile o se è necessario scegliere un altro tipo di farmaco”, aggiunge Del Casale.

La psichiatria di precisione utilizza dati biologici per identificare i disturbi: dall’analisi del genoma ai biomarcatori ematici. Per esempio, si seleziona il farmaco contenente il principio attivo più adatto in base al profilo metabolico del paziente: “Quello che facciamo è indagare sulle interazioni tra i farmaci (analisi farmaco-farmaco I livello) e a seconda dei casi il dosaggio ematico degli psicofarmaci in terapia, espressione indiretta di aspetti riguardanti il metabolismo epatico. Un fegato lento tende ad accumulare il farmaco, aumentando i suoi effetti collaterali, un fegato veloce invece tende ad assorbire rapidamente e ad espellerlo altrettanto velocemente tramite le urine, con conseguente scarsa efficacia. II secondo livello riguarda invece le analisi genetiche, che studiano con maggiore dettaglio gli aspetti metabolici epatici e quelli riguardanti la neurotrasmissione. ll supporto dell’ambulatorio del Sant’Andrea aiuta dunque la definizione della strategia terapeutica farmacologica più adatta al paziente e da un punto di vista teorico con maggiori possibilità di miglioramento del quadro sintomatologico”, spiega ancora Del Casale.

Il principale quadro clinico trattato nel Servizio è quello degli episodi depressivi difficili da trattare. L'approccio clinico di precisione ha garantito maggiori tassi di remissione rispetto agli approcci clinici standard, permettendo tra l’altro di effettuare deprescrizioni di farmaci riducendo gli oneri a carico del Sistema Sanitario Nazionale. Altri quadri clinici riguardano il trattamento dei disturbi ossessivi e la psichiatria oncologica, senza dimenticare i quadri psicotici più complessi. “Facciamo un esempio: pazienti affetti da sintomi psicotici che possono avere discontrolli impulsivi e sintomi comportamentali gravi possono ricevere dosi molto elevate di antipsicotici e nonostante questo presentare mancata risposta alle terapie. In alcuni casi il dosaggio sierico dei farmaci e l'approccio farmacogenomico ci consentono di individuare i dosaggi in maniera più precisa. Ad esempio è stato possibile ottimizzare le terapie in pazienti con psicosi riducendo i dosaggi sulla base del dosaggio sierico con conseguente miglioramento clinico. In altri casi è avvenuto l'opposto, ossia pazienti che con dosaggi elevati presentavano concentrazioni di farmaco basse, per cui aumentando ulteriormente i dosaggi o cambiando impostazione della terapia si è ottenuto un miglioramento clinico. Pensando che parliamo di farmaci con un alto peso economico e sociale, tra cui ad esempio le terapie con antipsicotici long-acting, fare in modo che il paziente assuma terapie con maggiori probabilità di miglioramento clinico è un altro mezzo che abbiamo per ridurre i costi delle terapie a carico del Sistema Sanitario Nazionale”, conclude il Professore.

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