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I principali siti slot online e il costo della nuova concessione di gioco

Gli operatori di siti slot online, e non solo, hanno risposto alle domande di un sondaggio, condotto da Agimeg, sulle nuove concessioni e regolamentazioni di gioco.

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Un sondaggio condotto da Agimeg, focalizzato sugli operatori di gioco online, ha sollevato parecchi dubbi sul costo delle nuove concessioni di gioco e su altri aspetti fiscali. I siti slot online, così come molti altri che si occupano di giochi casinò, sono stati coinvolti nella raccolta dati e hanno espresso parecchie critiche sulla nuova gestione del settore da parte del Governo italiano.

La domanda principale di questo sondaggio su concessioni gioco e nuove regolamentazioni, rivolta, tra gli altri, agli operatori dei migliori siti slot online, è riferita alla percezione legata al costo della nuova concessione di gioco che, secondo Agimeg, dovrebbe aggirarsi intorno ai 6 milioni di euro. Stiamo parlando di una grossa fetta di mercato, quella del gioco d’azzardo, che coinvolge molti operatori differenti e che maneggia un elevato fatturato mensile. Ma sono tanti, comunque, gli operatori che si lamentano del costo eccessivo della concessione. Il 64,7% di coloro che lavorano in Italia, infatti, considera i 6 milioni un costo proibitivo e sostiene che una cifra così considerevole avrebbe un impatto negativo sulla loro capacità di poter operare nel nostro paese. Alcuni di loro, infatti, avrebbero già considerato la possibilità di trasferirsi all’estero se questo dovesse essere l’effettivo ammontare dell’autorizzazione.

Tra questi, dato che siamo ancora nel campo delle ipotesi e abbiamo una bella concorrenza, gli esperti sulle slot del sito imiglioricasinoonline.net, ci danno una mano nello scegliere le piattaforme più affidabili e con bonus migliori, per agevolare anche i giocatori meno esperti. Va detto, comunque, tornando a bomba sul sondaggio, che il 23,5% degli intervistati sostiene che la cifra di 6 milioni di euro sia giusta. Coloro che hanno risposto che si tratta di una cifra equa, vedono il costo elevato una barriera più che necessaria per mantenere un mercato competitivo e regolamentato. L’11,8%, ancora più entusiasta, sostiene che la cifra dovrebbe essere ancora più alta per garantire un settore ancora più responsabile e ancora più sicuro.

Il sondaggio, comunque, sottolinea una divisione netta tra coloro che operano nel settore gioco online in Italia, con tantissimi che considerano il costo della nuova concessione eccessivo. Ci potrebbero, se quello che è stato annunciato dovesse essere reale, essere ripercussioni sul futuro del mercato, soprattutto con una regolamentazione più severa e una pressione fiscale crescente.

Punti Vendita Ricarica (PVR) e aliquota fiscale

Agimeg ha toccato non solo il tema delle concessioni ma anche quello dei Punti Vendita Ricarica (PVR) e le aliquote fiscali. Nel nuovo decreto del Governo, infatti, è prevista una nuova regolamentazione dei PVR, con una tassa che dovrebbe variare tra 200 e 700 euro. La maggior parte degli operatori, intervistati per il sondaggio, ha definito questa cifra onesta se riuscisse a contribuire a regolarizzare questo aspetto del mercato. Sembra, quindi, questa una mossa ragionevole a patto che si arrivi a una soluzione stabile.

Gli operatori, però, sono tutti d’accordo nella critica sull’aumento delle aliquote che passano dal 22 al 26%. Questa è vista come una misura controproducente, addirittura insensata, che potrebbe avere un impatto devastante sulla competitività delle aziende e sulla salute finanziaria delle stesse. Sembra, infatti, a molti che il nuovo Governo Meloni stia facendo di tutto per rendere impossibile lavorare nel nostro paese, con conseguenze molto gravi non solo per il settore ma per tutta l’economia. Quando si parla di gioco d’azzardo non parliamo di un passatempo, di un divertimento, di qualcosa che ha a che fare con il tempo libero. Il gioco d’azzardo, regolamentato severamente come in Italia, è una vera e propria industria che muove tanti soldi. Nell’anno 2022, per esempio, lo Stato ha incassato 10,3 miliardi di euro, una cifra enorme e, da qualche anno, in netta crescita, specie nel settore online.

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