Il direttore di Libero quotidiano, Alessandro Sallusti, attacca il presidente francese Macron al convegno sull'economia del turismo di Filottrano
“Quando il presidente Macron dice che siamo degli imbecilli, noi dobbiamo difendere l'Italia”, queste le parole di Sallusti che, rilevando la mancanza di spirito campanilistico tra i partiti politici italiani, ha poi attaccato il sistema legislativo del nostro Paese, incapace di difendere le persone oneste.
E' in corso, a Filottrano, il Convegno “Il Palcoscenico dei Borghi e lo Spettacolo del Made in Italy – Arte, fascino e turismo incontrano i Fondi di investimento esteri”, aperto da un video-messaggio del Ministro del Turismo, Daniela Santanché, che ha salutato i presenti, scusandosi di non essere potuta intervenire di persona. Alla convention, presenti numerose personalità eminenti del settore, tra cui il Direttore di Libero Quotidiano, Alessandro Sallusti, che nella sua dissertazione ha attaccato il Presidente francese, Emmanuel Macron, che ha definito gli italiani “imbecilli”. Rilevando la mancanza di spirito campanilistico tra i partici politici del Bel Paese, Sallusti si è poi scagliato contro il sistema legislativo nazionale incapace di difendere le persone oneste.
QUESTO L'INTERVENTO INTEGRALE DEL DIRETTORE ALESSANDRO SALLUSTI
“Certamente, c'è una parte degli opinion leader italiani che - a torto o ragione, non è quello il problema – si stanno operando, o si sono adoperati in passato, per parlare male del nostro Paese con l'estero; sicuramente per motivi legittimi - io sono per libertà di opinione - ma sta di fatto che parlando male del sistema Italia, poi, alla fine, parlano male di tutti, coinvolgendo in questa brutta immagine anche gente che non centra nulla. Quindi, c'è sicuramente un problema generale di orgoglio nazionale! Anche gli americani sono divisi, si menano tra Repubblicani e Democratici, gli Stati confederali sono in concorrenza tra di loro, però, quando si alza la bandiera, la loro mano va sul cuore e non ce n'è per nessuno. Ecco, noi invece, a parte la Nazionale di calcio, non siamo in grado di andare oltre la nostra visione politica, il nostro credo politico. Dobbiamo difendere l'Italia, quando il presidente Macron dice che siamo degli imbecilli! Noi dobbiamo difendere l'Italia, non Giorgia Meloni o chissà chi, ma dobbiamo difendere il nostro Paese! Un altro grande problema è che difendere il Made in Italy presuppone difendere gli italiani; tutti, in generale, e, in particolare, gli italiani che contribuiscono in maniera fattiva, dagli imprenditori all'ultimo degli operai o degli artigiani. La parola difesa evoca steccati, evoca protezioni? No! Io credo che, in questo caso, la parola difesa deve evocare l'inverso, deve evocare parole e fatti di libertà. Penso che il grande problema che abbiamo in questo Paese non è tanto e solo quello fiscale: conosco imprenditori che accettano onestamente di pagare fino al 60% di tasse ma che vorrebbero che almeno non rompessero loro le scatole! Paghiamo le tasse – dicono – ma almeno non ci rompessero le scatole! E invece si fa di tutto per mettere ostacoli, strettoie, sospetti su chi lavora per il Made in Italy che non è soltanto i grandi brand che hanno successo nel mondo ma è l'Italia nella sua interezza. Un grosso problema degli ultimi anni è che abbiamo avuto Governi che hanno costruito degli impianti legislativi a misura dei cattivi con il risultato, però, che non una di queste categorie di malfattori ha visto diminuire i suoi adepti: se uno è un malfattore lo è a prescindere dalle leggi, ma cosa ha prodotto questa legislazione così severa? Ha prodotto sola la paralisi dei non malfattori, la paralisi degli amministratori che saperebbero amministrare bene; tutte queste leggi penalizzano gli imprenditori bloccati, ostacolati, rallentati da tutta una serie di leggi e disposizioni circolari. Vogliamo cogliere questa occasione di un cambio di vento politico nel Paese? Su questo sfido il Governo del Centro-destra a liberare gli italiani dagli eccessivi vincoli che hanno in tutti i campi in cui operano e vedrete che non aumenterà l'evasione fiscale, non aumenteranno le tangenti perché non è che la maggior parte della gente ha voglia di essere disonesta, non è vero, ma è la cultura del sospetto secondo cui, salvo prova contraria, siamo tutti dei delinquenti! Io vorrei invertire questa tendenza così che salvo prova contraria siamo tutti onesti! Poi, se uno non lo è lo si prende e lo si mette in prigione. La vera sfida di questo Governo è invertire questa dinamica per cui si legifera contro i cattivi e non a favore dei buoni, contro questa dinamica per cui dobbiamo essere noi a provare la nostra innocenza quando invece dovrebbe essere lo Stato a provare la nostra colpevolezza”.
(la foto di Sallusti al Convegno è di Giorgia Zamboni)
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