paralisi finanziaria
Usa, Trump vuole affondare la Cpi: pronte sanzioni finanziarie per paralizzare la Corte
Una serie di sanzioni, contro la Corte penale internazionale, con l'obiettivo di isolarla sempre più dal sistema finanziario globale e alla fine di smantellarla. È la strategia che si sta preparando ad adottare il presidente americano Donald Trump, come rivela il Wall Street Journal citando alcuni funzionari e sottolineando un'escalation significativa di Washington contro la Cpi dopo il mandato di arresto internazionale spiccato nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità a Gaza.
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Secondo documenti visionati dal Wall Street Journal e da funzionari statunitensi, le nuove sanzioni vieterebbero la maggior parte delle transazioni con la Corte penale internazionale. Ciò potrebbe paralizzare la Corte, impedendole di effettuare transazioni in dollari Usa e isolandola da gran parte del sistema finanziario globale. Al momento non è chiaro quando ci sarà l'annuncio ufficiale, ma alcuni funzionari statunitensi ritengono possa avvenire già durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si apre oggi a New York o nei giorni immediatamente successivi. Un portavoce del Dipartimento di Stato non ha voluto commentare nello specifico, ma ha detto che secondo il Segretario di Stato Marco Rubio la Corte penale internazionale rappresenta una minaccia per la sovranità americana.
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Gli Stati Uniti hanno già sanzionato vari funzionari della Corte penale internazionale, tra cui l'ex procuratore capo Karim Khan, rimosso dalla Cpi a luglio per accuse di violenza sessuale. Sanzionata dagli Usa anche la presidente della Cpi Tomoko Akane e altri giudici, i due viceprocuratori della Corte e il procuratore capo nel caso contro Netanyahu. Ma secondo alcuni funzionari citati dal Wsj, l'Amministrazione Trump si sta ora preparando a sanzioni molto più punitive che si applicherebbero a una serie di transazioni della Cpi, anziché a singoli funzionari.