Russia, la rivendicazione del generale Fioravanti: “Interferenze nell'Esercito? Tentativi inefficaci”
"Sono convinto che i russi stiano tentando operazioni di influenza nelle nostre forze armate: lo hanno sempre fatto. Ma sono certo che non stiano ottenendo risultati". Lo dice in una intervista a Repubblica il generale Maurizio Fioravanti, comandante della Folgore e dei reparti speciali. La vicinanza alle posizioni del Cremlino espressa da Roberto Vannacci è, secondo lui, un'eccezione: "È stato a Mosca e di sicuro ha avuto le sue frequentazioni. Ritengo però che in questo caso parli più da politico che da militare". Il capo di Stato maggiore dell'Esercito, Carmine Masiello, ha raccontato di avere ricevuto la mail di un sedicente soldato russo, che spiegava in perfetto italiano di combattere in Ucraina per la pace e di amare il nostro Paese.
La ricetta di Salvini: “Più militari in strada. Voto in autunno e niente ballottaggio”
"Non mi sorprende — risponde il generale Fioravanti — Sin dalla nascita dell'Urss, Mosca ha sempre investito molto in queste attività per condizionare il morale del personale avversario: adesso hanno solo aggiornato gli strumenti privilegiando i social e altri canali. Sono iniziative che le forze armate di tutta la Nato monitorano e contrastano. Io sono convinto che in Italia non ottengano ascolto: a quel che so, tra i nostri militari c'è la consapevolezza che i russi siano gli invasori di uno Stato sovrano che hanno violato ogni legge internazionale. Non riscontro simpatie verso 'l'uomo forte' del Cremlino o verso il suo esercito, che non sta certo brillando per efficienza e manda i fanti al massacro. Dal 2022 ci sono unità di Aeronautica, Esercito e Marina impegnate in missioni Nato o Ue sul fronte della crisi aperta dall'invasione russa e portano avanti il loro lavoro con professionalità: credo che questa sia la prova migliore".
Guerra in Ucraina, Putin vede spiragli diplomatici per la pace ma attacca Kiev e l'Occidente
Della linea filorussa del generale Vannacci, Fioravanti spiega: "Lui è stato in servizio a Mosca, ha avuto le sue frequentazioni e non so dire quanto abbiano pesato sulla formazione delle convinzioni che esprime. Ho la sensazione che parli più secondo un calcolo da leader di partito che da militare. E non è l'unico a farlo: pure Matteo Salvini e Giuseppe Conte sono su posizioni molto simili per quello che riguarda l'Ucraina. Chiedono di sospendere il sostegno alla resistenza e di negoziare. Ma se è proprio Putin che non vuole trattare: l'attacco alla sede dell'intelligence di Kiev alla vigilia della trasferta dei mediatori americani è un segnale chiarissimo".
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