Macron, cantonata dalla Corte: "Divieto social ai minori? Viola la libertà"
Dopo che lo scorso 21 luglio il Parlamento francese aveva approvato definitivamente - con 279 voti a favori e 81 contro - la proposta di legge per vietare l'accesso ai social network ai minori di 15 anni, la Corte costituzionale ha messo un freno bocciando il provvedimento a causa della "violazione sproporzionata della libertà di espressione e di comunicazione". Una stoccata per Emmanuel Macron, che considerava la proposta una misura di punta per la fine del suo mandato e aveva commentato il via libera del Parlamento come "un grande passo" con cui la Francia poteva fungere da apri-p.
Il capo dell'Eliseo non la deve aver digerito e per questo ha incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di preparare un nuovo testo della legge "nel più breve tempo possibile". Un documento che, a quanto si apprende, dev'essere "giuridicamente solido" e che "tenga conto della decisione del Consiglio costituzionale e del quadro europeo". Macron punta così a "terminare questa riforma entro la primavera del 2027".
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