Parigi, ecco la sentenza di appello per Le Pen. Potrà correre per l'Eliseo
È arrivata oggi 7 luglio la sentenza di appello da parte della Corte di Parigi riguardo il caso di appropriazione indebita di fondi pubblici da parte di Marine Le Pen. Questa prevede, fra i vari punti, la condanna a tre anni di detenzione, di cui due sospesi e uno da passare con braccialetto elettronico, e 45 mesi di ineleggibilità di cui 30 con la condizionale. Tuttavia, i giudici ritengono che la leader di Rassemblement National abbia già scontato 15 mesi di ineleggibilità a partire dal 31 marzo 2025 e che dunque potrà infine candidarsi alla presidenza dell'Eliseo per il 2027. Qualche settimana fa, Le Pen aveva subordinato la propria corsa elettorale all'assenza di condanne penali e stasera interverrà al telegiornale TF1 per sciogliere probabilmente la riserva sul tema.
La leader del Rassemblement National è stata riconosciuta colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici europei, in qualità di membro del Parlamento europeo, e di concorso in appropriazione indebita di fondi pubblici, in qualità di presidente del partito. Dovrà inoltre pagare una multa di 100.000 euro, mentre più salata è quella del suo partito che ammonta a 2 milioni di euro, di cui un milione con la condizionale.
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