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4 luglio, anniversario dell'indipendenza Usa. Trump: "Noi mai un paese comunista"

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Nel giorno del 4 luglio, anniversario del 250° anno d'indipendenza Usa, dal Monte Rushmore il presidente Donald Trump ha celebrato i leader del passato per poi scagliarsi contro quella che ha definito una nuova minaccia all'identità del paese. "Mentre ci avviciniamo a questo magnifico anniversario, vediamo la nostra identità americana sotto un rinnovato attacco - ha detto - Una generazione dopo aver combattuto e vinto la Guerra Fredda contro la minaccia del comunismo, assistiamo ora a una rinascita della minaccia comunista nel nostro paese". E su questo, il tycoon decreta: "Non permetteremo che questo accada. Perché il comunismo è il nemico dei popoli liberi ovunque, in ogni parte del mondo. Non funziona mai. In parole semplici, il comunismo rappresenta le peggiori idee e gli abusi della storia, perpetrati dalle peggiori persone". Un discorso accompagnato da elogi continui verso il proprio popolo, che Trump ha definito "il più libero del mondo".

Non sono mancati gli elogi ai quattro presidenti i cui volti sono impressi sul monte: George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln, Theodore Roosevelt, gli uomini "che hanno proclamato la libertà, conquistato la nostra libertà, salvato la nostra libertà e garantito la nostra libertà. Erano uomini d'azione, uomini ambiziosi, uomini audaci, uomini del destino e uomini di grande intelligenza".

 

 

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