"Non riesco a respirare". Così è morto Henry Nowak, irriso e arrestato dalla polizia che non gli ha creduto
Andrea Venanzoni
Il caso dell’omicidio del giovanissimo Henry Nowak, uno studente inglese di diciotto anni, sta, giustamente, inquietando e infiammando le coscienze e il dibattito pubblico in Inghilterra, ed anche in molti altri Paesi.
Proprio in questi giorni è arrivata la condanna a vita, con un minimo di ventuno annidi carcere, per Vickrum Digwa, un Sikh di ventitré anni, che ha accoltellato a morte lo studente inglese a Southampton, usando il coltello rituale che costituisce uno dei cinque pilastri simbolici della fede Sikh.
Nowak però non è vittima soltanto del pugnale di Digwa, di quei colpi che gli hanno squarciato il petto lasciandolo agonizzante nel suo stesso sangue. Nowak è vittima di un sistema, quello inglese, ma il discorso potrebbe essere ampiamente esteso ad abbracciare vasta parte d’occidente, in cui la cieca ideologizzazione ha raggiunto il punto di non ritorno. Quando infatti la polizia, tre agenti donne, sono giunte sul posto della brutale aggressione, nonostante Nowak fosse rantolante e agonizzante, le tre lo hanno irriso, hanno negato fosse stato accoltellato, hanno creduto alle surreali accuse di razzismo che Digwa ha mosso contro lo studente e hanno proceduto ad ammanettare Nowak. Avete letto bene: le tre poliziotte hanno prima ammanettato e poi irriso la vittima. «Non credo tu sia stato pugnalato, ragazzo» avrebbe detto una delle tre agenti, secondo quanto poi emerso nelle ricostruzioni processuali.
E se qualcuno volesse obiettare che al loro arrivo non potevano avere piena contezza di quanto avvenuto, Nowak portava sul corpo i segni di coltellate inferte da una lama affilata di oltre venti centimetri, era coperto di sangue e letteralmente agonizzante. Invece di soccorrerlo subito, gli hanno messo le manette ai polsi.
«Non riesco a respirare» sospirava il ragazzo, mentre il sangue gli invadeva i polmoni, soffocandolo. «Non riesco a respirare» disse quel George Floyd precipitosamente elevato, nonostante la copiosa lista di precedenti penali e il comportamento violento, a santo martire dai progressisti d’occidente, quello nel cui nome politicanti vari e cantanti e intellettuali si inginocchiarono. Per Nowak, silenzio tombale. Anzi, una cortina fumogena che è stata diradata solo grazie ai social network. Perché l’omicidio risale al dicembre 2025, eppure i particolari sono emersi solo a distanza di mesi attraverso la X di Elon Musk.
Nell’epoca della viralità istantanea delle notizie, il fatto che una vicenda tanto grave sia stata letteralmente occultata per mesi la dice lunga sulla cattiva coscienza delle autorità locali. D’altronde fino ad oggi la polizia locale ha mantenuto un contegno più che discutibile, con una serie di comunicati al limite del giustificazionismo. Solo grazie alla rabbia montante, alle ripetute richieste di chiarezza, alle pressioni dei parlamentari di Reform UK, al dilagare dei dettagli e dei particolari attraverso le piattaforme digitali e alla difficoltà sempre più evidente della posizione di Starmer che almeno ieri ha dichiarato che «la vita di Nowak è stata rubata, ora la polizia faccia chiarezza»- la Hampshire Police ha pubblicato il 2 giugno i filmati delle bodycam delle agenti. Ogni singola immagine conferma tutto. Il ragazzo accoltellato è stato ammanettato e le poliziotte hanno interagito con lui mentre perdeva sangue. Dimostrazione palese di quanto ormai le menti siano state lavate da quella che Gad Saad definisce «empatia suicida»: doppio standard di azione di istituzioni talmente indebolite da un terzomondismo interiorizzato da ritenere comunque colpevole ontologico il cittadino bianco. Nel caso di specie, pure se Nowak, e non lo ha fatto, avesse rivolto epiteti razzisti, le poliziotte hanno ritenuto più grave l’ipotesi del razzismo rispetto il ripetuto accoltellamento subito dallo studente. Una tremenda storia di masochismo culturale e politico, e soprattutto di doppi standard morali: infatti per Nowak, a differenza di Floyd in America, non si vedono progressisti inginocchiarsi e chiedere giustizia. E invece dovrebbero, perché questo clima hanno contribuito a crearlo loro.
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