Iran, la stoccata di Crosetto a Conte: "Pronti alla missione, anche se Onu mette il veto"
Della possibilità di intraprendere una missione a Hormuz se ne era già parlato nel vertice internazionale di venerdì 17 aprile a Parigi. Si tratterebbe di una azione pacifica e postuma alla guerra, che in Italia - ha fatto sapere la premier Meloni - dovrebbe comunque passare prima per l'approvazione parlamentare. Dai banchi dell'opposizione, però, il M5S di Giuseppe Conte ha fatto sapere di votare favorevolmente solo se l'operazione avviene sotto l'egida delle Nazioni Unite. Uno scenario non scontato, se si considera il possibile diritto di veto che Russia e Cina potrebbero apporre sulla votazione.
Al riguardo è intervenuto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che invece si è detto aperto a uno scenario diverso. "Io vorrei una risoluzione delle Nazioni Unite per una missione di pace a garanzia della libera navigazione a Hormuz. Penso che la stragrande maggioranza delle nazioni del mondo la voglia e che l'Onu stessa sarebbe felicissima di costruirla - ha detto Crosetto - Ipotizziamo però che non si riesca per il veto di una o due o tre nazioni. Cosa facciamo? Rinunciamo all'apertura? Lasciamo chiuso il transito? Diamo a queste due o tre nazioni il potere di fermare una missione di pace che tutto il mondo auspica? Chi dice che senza Onu non si può far nulla, non fa un favore alle Nazioni Unite, che tutti vorremmo protagoniste, ma a chi ne blocca il lavoro ogni giorno, dando a poche nazioni il potere di bloccare tutte le altre".
E' possibile dunque che, in caso di bastoni fra le ruote da parte dell'Onu, i volenterosi possano ricorrere ad altre vie per liberare lo Stretto di Hormuz.
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