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Meloni, scontro con Trump e rottura del memorandum con Israele. Il punto della giornata

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"Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo". Questa volta a finire nel mirino del presidente Usa Donald Trump è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ieri aveva difeso papa Leone XIV definendo "inaccettabili" le parole del tycoon. "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha un'arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità - ha detto il leader della Casa Bianca al Corriere della Sera - Non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell'arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo". Washington accusa quindi la premier di "non fare nulla per ottenere il petrolio" e di non aver accettato di partecipare all'offensiva contro l'Iran. 

Parole che hanno suscitato grande indignazione in Italia, dove c'è stata una levata di scudi trasversale. Mentre la Sinistra continua a spingere per proseguire lo smantellamento della linea politica finora adottata, la Destra fa cerchio attorno alla presidente senza però lasciar intendere di voler allentare l'alleanza di oltremare. Da Fratelli di Italia, i capigruppo alla Camera e Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, hanno detto: "Italia e Stati Uniti sono Nazioni amiche e alleate da lungo tempo, a prescindere da chi governa. Dispiace che ultimamente scelte dell'amministrazione americana non appaiano in linea con la visione degli Stati europei, Italia compresa. Ma il dovere degli amici e dire con trasparenza quando non si e d'accordo, non assecondare ciò che si reputa sbagliato. E quanto ha sempre fatto Giorgia Meloni in Europa come con gli Stati Uniti e con gli altri partner, con la chiarezza e la sincerità che hanno restituito alla nostra Nazione credibilità e prestigio a livello internazionale. Un comportamento coraggioso, sempre volto a difendere l'interesse nazionale". Unità, quindi, ma con rispetto.

Dall'altra parte, Trump non fa ammenda e tira dritto tornando ad attaccare il Pontefice: "Non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese". Parole di apprezzamento, invece, per "l'amico e brav'uomo" Viktor Orban in cui ha inserito anche una stoccata per il governo di Roma: "Orban non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo paese come ha fatto l'Italia".

Ferma è stata la replica del ministro degli Esteri Antonio Tajani che in un post sui social ha difeso l'operato della premier: "Fino a oggi il presidente Trump considerava Giorgia Meloni una persona coraggiosa. Non si sbagliava perché è una donna che non rinuncia mai a dire ciò che pensa - si legge su X - E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo. La Farnesina ha ribadito la vicinanza dell'Italia agli Usa, precisando però che "questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci".

Nella piena giornata fatta di tensioni, si è inserita anche la scelta del governo italiano di interrompere il rinnovo automatico del memorandum sulla difesa con Israele. "Non si tratta di un accordo di difesa, ma di un memorandum d'intesa privo di contenuto reale. La decisione non ha alcuna ripercussione pratica" hanno minimizzato alcune fonti israeliane, prima che il ministero degli Esteri aggiungesse che il "memorandum d'intesa risalente a molti anni fa non ha mai contenuto nessun elemento sostanziale". La decisione della premier quindi "non influirà sulla sicurezza di Israele".

Giornata calda che si aggiunge alle tensioni internazionali dovute alle ripercussioni economiche della chiusura di Hormuz che spingono singoli paesi e Unione Europea a elaborare strategie rapide ed efficaci nel breve è periodo.

 

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