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Usa, stop alla nuova sala da ballo di Trump. Un giudice blocca i lavori alla Casa Bianca

Foto: Lapresse

Rosa Scognamiglio
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Un giudice federale ha ordinato all’amministrazione di Donald Trump la sospensione dei lavori per la costruzione della sala da ballo alla Casa Bianca, altrimenti nota come ballroom, stabilendo che il progetto non può essere realizzato senza l’approvazione del Congresso. “Il presidente è il custode della Casa Bianca, non il proprietario”, si legge nell’ordinanza firmata dal giudice distrettuale Richard Leon, che ha accolto la richiesta di ingiunzione preliminare presentata dal National Trust for Historic Preservation, un’organizzazione no profit istituita nel 1949 per tutelare e valorizzare il patrimonio storico-architettonico statunitense. L’amministrazione Trump avrebbe già presentato ricorso contro il provvedimento, che dovrebbe entrare in vigore tra 14 giorni. 

 

 

La reazione di Trump

La reazione dell’inquilino della Casa Bianca non si è fatta attendere. In un lungo sfogo pubblicato su Truth, Trump si è scagliato contro il National Trust for Historic Preservation, definendolo “un gruppo di estremisti di sinistra composto da folli”. “Mi fa causa per un salone delle feste che rientra nel budget, - si legge ancora nel post - è in anticipo sulla tabella di marcia, viene costruito a costo zero per i contribuenti e sarà l’edificio più raffinato nel suo genere in tutto il mondo”. Nelle righe successive il presidente Usa ha ricordato di essere stato criticato anche per i lavori di ristrutturazione al Kennedy Center, poi ribattezzato “Trump-Kennedy”, mentre “nessuna parola è stata pronunciata contro la Federal Reserve per un edificio che è stato devastato sia all’interno che all’esterno”.

 

 

Il progetto della ballroom

L’ambizioso progetto della ballroom, pensata per gli eventi presidenziali, è stato fortemente sostenuto dal leader Usa. Lo scorso dicembre, il National Trust ha intentato una causa contro l’amministrazione Trump, segnalando eventuali rischi per l'integrità complessiva della Casa Bianca, dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco, e sostenendo l’illegalità dell’intervento. Al contrario, come riporta Open, la Commission of Fine Arts aveva espresso un parere favorevole alla realizzazione dell’opera, il cui valore si aggira attorno ai 400 milioni di dollari. A breve avrebbe dovuto esprimersi anche la Capital Planning Commission, ma la decisione del giudice federale potrebbe rimettere tutto in discussione.

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