Mojtaba Khamenei "è a Mosca per curarsi". Il Cremlino non conferma (e non smentisce)
Dove si trova, se ancora vivo, il nuovo leader iraniano? In base alle ultime indiscrezioni Mojtaba Khamenei sarebbe in Russia, a Mosca, per cure mediche. Il Cremlino tuttavia non ha voluto commentare le voci secondo cui la nuova Guida suprema iraniana avrebbe trovato riparo nella Federazione. Lo riporta la Tass, nel riferire del briefing quotidiano del portavoce Dmitry Peskov.
In ogni caso, dopo più di due settimane dai primi attacchi israelo-americani contro l’Iran, resta incerto il destino del figlio dell’ayatollah Ali Khamenei. Il leader, 56 anni, non appare in pubblico dall’ondata iniziale di bombardamenti del 28 febbraio, durante la quale è stato ucciso suo padre. Da allora si sono moltiplicate le voci sul suo stato di salute. Secondo la versione ufficiale diffusa da Teheran, Khamenei sarebbe rimasto solo leggermente ferito nei primi attacchi e si troverebbe “in buona salute e pienamente in controllo della situazione”. Giovedì scorso la televisione di Stato ha trasmesso un suo messaggio in cui promette di “vendicare il sangue degli iraniani”.
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Altre ricostruzioni, non confermate, descrivono uno scenario diverso. Il tabloid britannico The Sun ha fatto sapere che Khamenei junior sarebbe gravemente ferito, in coma dopo aver perso una gamba e aver riportato danni a diversi organi interni. Nessuna conferma indipendente è arrivata su queste informazioni. Un’ulteriore versione, riportata dal quotidiano kuwaitiano Al-Jarida, sostiene che il leader iraniano sarebbe stato evacuato segretamente dall’Iran a bordo di un aereo militare russo e trasferito a Mosca per un intervento chirurgico. Anche questa ipotesi, basata su fonti anonime vicine alla leadership iraniana, non ha trovato riscontri ufficiali.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non sapere se Khamenei sia ancora vivo, mentre il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha affermato che il leader iraniano sarebbe “ferito e probabilmente sfigurato”. Secondo alcuni analisti, il silenzio potrebbe essere una scelta deliberata della leadership iraniana. Evitare apparizioni pubbliche consentirebbe di non rivelare la posizione di Khamenei, considerato uno dei principali obiettivi dei servizi israeliani e americani, e di mantenere incertezza tra gli avversari. Per ora, l’unico elemento certo resta la sua assenza dalla scena pubblica.
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