Cuba-Usa, schegge di guerra: "Conflitto a fuoco in mare". La risposta americana
"La maggior parte dei fatti che sono stati riportati sono informazioni fornite dai cubani. Noi le verificheremo in modo indipendente, capiremo esattamente quello che è successo e quindi risponderemo in modo adeguato". Lo dichiara il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, commentando la vicenda del motoscafo proveniente dalla Florida intercettato in acque cubane, presso la località di Corralillo, dalle forze dell’Avana nella giornata di mercoledì 25 febbraio. Quattro persone che si trovavano a bordo dell’imbarcazione sono morte in un conflitto a fuoco con le autorità locali, mentre altri sei feriti, come si legge in un comunicato diffuso dal Ministero dell’Interno cubano, sono stati evacuati e hanno ricevuto assistenza medica. Si tratterebbe di cittadini cubani residenti negli Stati Uniti che, secondo le autorità cubane, tentavano un'infiltrazione con scopi terroristici. “Ovviamente vogliamo avere accesso a queste persone se sono cittadini americani o residenti negli Usa, ma non voglio fare supposizioni perché gran parte delle informazioni sono fornite dai cubani”, aggiunge ancora Rubio. “È molto insolito vedere delle sparatorie così in mare aperto, - prosegue il segretario di Stato Usa - non è qualcosa che vediamo ogni giorno, è qualcosa che francamente non succedeva da molto tempo”.
James Uthmeier: “Apriremo un’indagine”
Intanto il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, annuncia l’apertura di un’indagine per fare luce sull’accaduto. “Non ci possiamo fidare del governo cubano, - chiarisce - e noi faremo tutto quello che è in nostro potere per mettere questi comunisti di fronte alle loro responsabilità". Ancora più esplicito Carlos Gimenez, deputato repubblicano eletto nelle Florida Keys, che parla di “massacro” e chiede “un’indagine immediata” sull’accaduto. "Le autorità Usa devono stabilire se qualcuna delle vittime fosse americana o residente legale negli Usa, - sottolinea Gimenez - il regime cubano deve essere relegato nella pattumiera della storia per i suoi innumerevoli crimini contro l'umanità".
La ricostruzione
L’incidente è avvenuto ieri mattina nelle acque territoriali cubane, a circa un miglio nautico dalla costa settentrionale, vicino a Cayo Falcones nel comune di Corralillo, in provincia di Villa Clara. Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Interno cubano, quando un’unità delle Truppe di Guardia Costiera si è avvicinata per procedere all’identificazione delle persone che si trovavano a bordo del motoscafo, immatricolato in Florida, un membro dell’equipaggio avrebbe aperto il fuoco contro i militari cubani, ferendo il comandante dell’imbarcazione governativa. Le autorità locali avrebbero risposto agli spari e, a seguito dello scontro armato, quattro persone sono state uccise e sei sono rimaste ferite. Un funzionario dell’amministrazione statunitense ha precisato che si trattava di un’imbarcazione civile, privata e dunque non di un mezzo della US Navy. Diversa, invece, la versione dell’Avana che parla di “un’infiltrazione a scopi terroristici”.
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