Creta, la superportaerei nucleare Usa bloccata in porto per i bagni intasati
La USS Gerald R. Ford, unità capoclasse della più recente generazione di portaerei a propulsione nucleare della Marina degli Stati Uniti e piattaforma simbolo della superiorità tecnologica navale americana, si trova al centro di una inattesa criticità tecnico-logistica emersa durante la navigazione nel Mediterraneo. L'unità, con un dislocamento superiore alle 100 mila tonnellate e un equipaggio che sfiora i 4.600 militari tra personale di bordo e gruppo aereo imbarcato, ha effettuato una sosta non programmata presso la base navale di Souda Bay, sull'isola di Creta, ufficialmente per attività di rifornimento e manutenzione. Tuttavia, indiscrezioni riportano un'estesa avaria al sistema di gestione dei reflui sanitari, con una percentuale significativa delle toilette di bordo risultata temporaneamente inutilizzabile a causa di ostruzioni e malfunzionamenti ripetuti.
Il sistema in questione è basato su tecnologia a depressione (vacuum collection system), analoga a quella impiegata in ambito crocieristico ma adattata a standard militari; esso convoglia i reflui attraverso una rete di condotte a diametro ridotto verso impianti di trattamento interni. L'elevato carico d'uso continuativo, unito alla complessità del sistema e alla sensibilità delle valvole di intercettazione, avrebbe determinato un incremento esponenziale degli episodi di intasamento, con conseguente messa fuori servizio di una parte consistente dei servizi igienici. Le ripercussioni operative non incidono sulla capacità aeronavale della portaerei - che mantiene piena efficienza nei sistemi di combattimento, nel ponte di volo e negli apparati di propulsione nucleare - ma hanno generato un significativo disagio nella routine quotidiana dell'equipaggio, costretto in alcuni casi a tempi di attesa prolungati per l'accesso ai servizi funzionanti.
I tecnici addetti alla manutenzione interna avrebbero operato con turnazioni straordinarie per garantire il ripristino progressivo delle linee compromesse, mentre alcune operazioni di bonifica chimica e di pulizia profonda delle condotte possono essere eseguite esclusivamente in porto, circostanza che rende la sosta a Souda Bay funzionale anche alla risoluzione strutturale del problema. La Marina statunitense non ha indicato riduzioni dello stato di prontezza operativa dell'unità, sottolineando che le criticità riscontrate rientrano nell'ambito della gestione tecnica di sistemi complessi su piattaforme di nuova generazione.
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