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New York, Mamdani vuole l'impennata delle tasse sulla proprietà per coprire il deficit

Foto: Lapresse

Andrea Riccardi
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Per il suo primo bilancio da sindaco di New York, Zohran Mamdani valuta un forte aumento delle tasse sulla proprietà immobiliari di New York City per sanare i conti della metropoli, a fronte delle resistenze della governatrice dello stato Kathy Hochul ad aumentare l'imposizione sulle aziende e sui contribuenti più ricchi. Quest'ultima - ha spiegato Mamdani - rimane la sua prima scelta ma in caso contrario il sindaco proporrà un aumento del 9,5% delle tasse sulla proprietà immobiliari, con entrate nei conti cittadini per 3,7 miliardi di dollari.

 

 

Il sindaco ha anche chiesto di attingere alle riserve cittadine di 1,2 miliardi di dollari per contribuire a colmare il deficit di NYC: "Non vogliamo dover ricorrere a misure così drastiche per pareggiare il nostro bilancio", ha detto Mamdani. "Ma, non avendo altra scelta, saremo costretti a farlo". Per Mamdani il primo bilancio è quello della verifica delle promesse elettorali, come quello appunto di un aumento delle tasse sui ricchi e sulle aziende per finanziare iniziative come asili nido e servizi di autobus gratuiti.

 

 

L'amministrazione Mamdani aveva inizialmente previsto un deficit di bilancio di circa 12 miliardi di dollari nei prossimi due anni, in seguito ridotto a 5,4 miliardi. Tuttavia l'aumento delle tasse sulle società e sui contribuenti più benestanti richiede l'approvazione del parlamento statale e del governatore. Ma la Hochul, una democratica che si candida per la rielezione quest'anno, si è opposta a queste misure annunciando che lo stato avrebbe indirizzato 1,5 miliardi di dollari a New York City nei prossimi due anni per affrontare la crisi di liquidità. L'aumento delle tasse sulla proprietà immobiliari interesserebbe oltre 3 milioni di unità residenziali e oltre 100.000 edifici commerciali, ha spiegato l'ufficio del sindaco.

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