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I genitori gli tolgono il telefonino e tre sorelline si suicidano lanciandosi dal balcone

Foto: Ansa 

Francesca Mariani
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Quando i genitori gli hanno tolto il telefonino tre sorelle si sono suicidate. Sono saltate giù dal balcone dell'appartamento al nono piano a Ghaziabad, una borgata alla periferia di Nuova Delhi. Avevano 12, 14 e 16 anni. Erano ossessionate dalla Kpop, la cultura coreana che sta sempre più prendendo piede in India. Ne ascoltavano le canzoni, seguivano le trasmissioni televisive e si cimentavano nei videogiochi ideati da Seul. Volevano anche andare in Corea. Di fronte a tanto il papà aveva tolto loro il cellulare che gli permetteva di "entrare" in quel mondo a cui volevano appartenere. Quando la finestra su quella realtà parallela si è chiusa, le tre sorelline hanno scritto un biglietto d'addio e sono saltate giù. La polizia indiana sta ora indagando sul sospetto suicidio per il timore che siano state pesantemente "influenzate" da giochi e film online a cui è stato successivamente negato l'accesso. I telefoni della famiglia sono stati sequestrati e si cerca tra messaggi e chat di ricostruire gli ultimi momenti di vita delle ragazzine.

Negli anni è cresciuta la preoccupazione tra gli esperti e le autorità di regolamentazione che il tempo trascorso davanti allo schermo e gli algoritmi che creano dipendenza stiano danneggiando lo sviluppo psichico dei bambini, spingendo le autorità, anche in India, ad optare per i divieti sui social media per bambini e adolescenti. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato nei giorni scorsi il divieto di usare i social network in Spagna per i minori di 16 anni. La Francia sta elaborando un provvedimento simile ma per i minori di 15 anni. Il rischio, in Europa così come in Oriente, è  che l'uso intensivo che i giovani fanno del telefonino non permetta più loro di distinguere tra realtà finzione.

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