L'Europa contro Trump "pigliatutto": sospeso l'accordo Usa-Ue
Sospeso l'accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione europea. "È in gioco la nostra dignità", afferma l'eurodeputato tedesco Bernd Lange (S&D), a capo della Commissione sulle relazioni commerciali Ue-Usa al Parlamento europeo, annunciando nel corso di una conferenza stampa la decisione presa da lui stesso e dai relatori ombra sui due dossier relativi all'accordo. L'intesa, firmata il 27 luglio scorso dal presidente americano Donald Trump e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Turnberry, in Scozia, puntava a scongiurare una commerciale tra Usa e Ue attraverso l'imposizione di dazi sui prodotti esportati. Ora il Parlamento europeo sospenderà l'iter di ratifica dell'accordo commerciale tra Ue e Usa in risposta alle pressioni operate da Donald Trump riguardo all'acquisizione della Groenlandia.
"Come sapete, abbiamo un fascicolo in cui dovremmo azzerare le tariffe per l'astice: è la continuazione di un accordo che abbiamo concluso nel 2019. Immagino servisse a smorzare la tensione. La seconda proposta mirava a azzerare i dazi sui prodotti industriali e su numerosi contingenti tariffari per i beni agricoli degli Usa. Abbiamo deciso pochi minuti fa di sospendere questa legislazione", afferma Lange. "Ciò significa che per me è assolutamente chiaro che c'è stata una violazione dell'accordo scozzese da parte di Donald Trump, che ha annunciato dazi del 10% sulle merci europee a partire dal primo febbraio e del 25% da giugno se la Groenlandia non passerà agli Usa". La decisione regge anche a seguito del discorso di Trump a Davos , in cui "non credo abbia rivisto la sua posizione: no, vuole che la Groenlandia faccia parte degli Usa il prima possibile. Vuole un tavolo per discutere il prezzo a cui intende acquistare la Groenlandia". "L'unico impegno che ha preso è che non userà la forza militare per prenderne il controllo: questo è un piccolo elemento positivo. Ma in generale è del tutto evidente che con questa pressione" Ue e Usa stiano "entrando in una nuova fase delle relazioni", continua Lange, sottolineando come Washington sta "usando i dazi come strumento di coercizione".
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