Prima udienza per Maduro: "Sono qui rapito, sono innocente". Ma il giudice lo interrompe
"Sono il presidente della Repubblica del Venezuela. Sono qui rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas". Nicolás Maduro non ha fatto in tempo a reclamare le proprie ragioni prima che il giudice del tribunale federale di Manhattan Alvin K. Hellerstein lo ha fermato. "Ci sarà un momento e un luogo per approfondire tutto questo. Il vostro avvocato potrà presentare delle mozioni", ha chiarito il giudice. "A questo punto, vorrei solo sapere una cosa: lei è Nicolás Maduro Moros?", ha chiesto. "Sì, sono Nicholas Maduro Moros", ha confermato. Il deposto presidente venezuelano, comparso in aula per assistere alla lettura dei capi d'accusa dopo l'arresto di sabato sera nella villa blindata a Caracas insieme alla moglie Cilia Flores. Blusa azzurra, pantaloni cachi e scarpe sportive arancioni (la divisa dei detenuti statunitensi) ha trascorso gran parte del tempo a prendere appunti su un foglio mentre gli veniva fatta la traduzione dei capi d'accusa in spagnolo. "Vorrei chiedere che i miei appunti vengano rispettati e che ho il diritto di conservarli", ha sottolineato. Stessi abiti per la moglie, seduta due sedie più in là. Accanto a loro, gli avvocati difensori.
Maduro e la consorte sono accusati insieme ad altri quattro coimputati (uno di questi è il figlio Nicolás Ernesto Maduro Guerra soprannominato "Il Principe") di "aver abusato della posizione di fiducia pubblica e corrotto istituzioni per importare tonnellate di cocaina negli Stati Uniti", come riportato nel documento firmato dal procuratore Jay Clayton. Gli altri imputati sono l'ex Ministro dell'Interno, Diosdado Cabello Rondon; l'ex governatore dello Stato di Guárico e titolare del dicastero della Giustizia, Ramon Rodriguez Chacin, ed Hector Rusthenford Guerrero Flores, capo della gang del Tren de Aragua. Sono tutti latitanti, al momento, tranne appunto Maduro, 63 anni, e la moglie, 69, che in tribunale sono stati accompagnati in elicottero per motivi di sicurezza, in una New York blindata dalla polizia e dall'Fbi.
Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al narcoterrorismo, associazione a delinquere per l'importazione di sostanze stupefacenti, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi contro gli Stati Uniti. "Sono innocente. Non sono colpevole. "Sono un uomo perbene. Sono ancora il presidente del mio Paese", ha insistito Maduro dopo che il giudice Alvin Hellerstein gli ha chiesto se avesse compreso di avere diritto all'assistenza legale. Maduro ha poi rivelato che era la prima volta che vedeva l'atto d'accusa nei suoi confronti: "Sono innocente. Non sono colpevole di nulla di quanto menzionato qui". Anche Cilia Flores si è dichiarata "completamente innocente". I legali hanno fatto sapere che la donna si è dovuta "sottoporre a cure mediche per le contusioni riportate durante il rapimento".
Hellerstein ha proseguito la lettura dei documenti preparati dalla procura: "L'imputato è in prima linea in questa corruzione e ha collaborato con i complici per usare la propria autorità e le istituzioni per trasportare migliaia di tonnellate di cocaina negli Stati Uniti. Fin dai primi giorni al governo ha macchiato ogni carica pubblica che ha ricoperto". E ancora: "Come membro dell'Assemblea Nazionale del Venezuela ha trasportato carichi di cocaina sotto la protezione delle forze dell'ordine venezuelane. Come Ministro degli Esteri ha fornito passaporti diplomatici venezuelani ai narcotrafficanti e ha facilitato la copertura diplomatica per gli aerei utilizzati dai riciclatori di denaro per rimpatriare i proventi della droga dal Messico al Venezuela. Come presidente ha permesso alla corruzione alimentata dalla cocaina di prosperare a proprio vantaggio, a vantaggio dei membri del regime al potere e a vantaggio dei propri familiari". Quindi la conclusione: "Nicolás Maduro Moros, a capo di un governo corrotto e illegittimo, per decenni, ha sfruttato il potere per proteggere e promuovere attività illegali, tra cui il narcotraffico. Tale narcotraffico ha arricchito e consolidato l'élite politica e militare del Venezuela, tra cui il Ministro dell'Interno e quello della Giustizia".
Maduro e la moglie si trovano in celle separate e isolate all'interno del famigerato Metropolitan Detention Center di Brooklyn, un carcere di massima sicurezza che ha ospitato in passato anche il boss della droga messicano Joaquin "El Chapo" Guzman, il magnate della musica caduto in disgrazia Sean "Diddy" Combs e il presunto killer del Ceo di United Healthcare, Luigi Mangione. L'amministrazione Trump ha ripetutamente definito il regime di Maduro "illegittimo" e ha affermato che è rimasto al potere a causa di elezioni truccate, comprese quelle del 2024. La vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez ha prestato giuramento oggi ed è divenuta a tutti gli effetti Capo dello Stato.
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