Quell'abbraccio partito da Roma un mese fa. Il Premio Friedman a Gonzàles e Machado
Un giorno atteso da anni per chi dentro e fuori il Venezuela crede e combatte per un paese libero e democratico. Le reazioni all’arresto di Nicolàs Maduro non si sono fatte attendere. Tra le più attese quelle della leader dell’opposizione e premio Nobel per la pace, Maria Corina Machado: "Venezuelani, è arrivato il momento della libertà! Nicolás Maduro ora affronta la giustizia internazionale per gli atroci crimini commessi contro i venezuelani e i cittadini di molte altre nazioni. Dato il suo rifiuto di accettare una soluzione negoziata, il governo degli Stati Uniti ha mantenuto la promessa di far rispettare la legge", ha scritto in una nota, annunciando che «è giunto il momento che la sovranità popolare e nazionale prevalga nel nostro Paese. Ripristineremo l'ordine, libereremo i prigionieri politici, costruiremo una nazione eccezionale e riporteremo a casa i nostri figli. Abbiamo lottato per anni, abbiamo dato il massimo e ne è valsa la pena.
Ciò che doveva accadere sta accadendo», aggiunge, «questo è il momento per i cittadini. Per noi che abbiamo rischiato tutto per la democrazia il 28 luglio. Per noi che abbiamo eletto Edmundo González Urrutia come legittimo Presidente del Venezuela, che deve assumere immediatamente il suo mandato costituzionale ed essere riconosciuto come Comandante in Capo delle Forze Armate Nazionali da tutti gli ufficiali e i soldati che le compongono».
Poi il messaggio al popolo: «Restiamo vigili, attivi e organizzati fino al completamento della Transizione Democratica. Una transizione che ha bisogno di tutti noi. Venezuelani che vi trovate nel nostro Paese, siate pronti a mettere in pratica quanto vi comunicheremo prossimamente attraverso i nostri canali ufficiali», aggiunge Machado, «abbiamo bisogno che i venezuelani all'estero si mobilitino, che attivino i governi e i cittadini del mondo e li impegnino ora nella grande operazione di costruzione del nuovo Venezuela. In queste ore cruciali, vi prego di accettare tutta la mia forza, la mia fiducia e il mio amore. Restiamo vigili e in contatto».
Parla di «momenti decisivi» il presidente eletto, Edmundo Gonzàlez Urrutia: «Venezuelani, sappiate che siamo pronti per la grande operazione di ricostruzione della nostra nazione». Festeggiano i venezuelani costretti a vivere fuori dal proprio paese. Dagli Stati Uniti all’Italia, emozione e incredulità e voglia di tornare il prima possibile in patria per essere protagonisti di quella libertà sinora negata. Sono oltre nove milioni i venezuelani costretti a vivere all'estero per motivi politici, economici, sociali e di sicurezza. La maggior parte di loro non vede l’ora di poter tornare a casa.
Dai blog
Generazione AI: tra i giovani italiani ChatGPT sorpassa TikTok e Instagram
A Sanremo Conti scommette sui giovani: chi c'è nel cast
Lazio, due squilli nel deserto