"Ho visto l'orrore negli occhi di quei ragazzi". Il racconto dei soccorritori nell'inferno di Crans Montana
"Abbiamo visto persone urlare, correre. Abbiamo cercato di tirarli fuori da quell'inferno". Marc-Antoine Chavanon, 14 anni, raccontando come si è precipitato al bar Le Constellation per soccorrere i feriti del rogo che ha ucciso 40 persone e ne ha ferite 121. "C'era una nostra amica: faceva fatica a uscire, era tutta ustionata. Non potete immaginare il dolore che ho visto". L'adolescente era in vacanza a Crans Montana per trascorre il capodanno sulla neve. Si è ritrovato invece in un incubo. "Stavamo portando fuori le persone, alcune stavano crollando. Stavamo facendo tutto il possibile per salvarle, abbiamo aiutato il più possibile ma non tutti sono riusciti a salvarsi", spiega tra le lacrime. "Sto cercando ovunque. Il corpo di mio figlio è da qualche parte", interviene Laetitia Brodard, mamma di Arthur, 16 anni. "Voglio sapere dov'è mio figlio ed essere al suo fianco. Ovunque sia, in terapia intensiva oppure all'obitorio". Le vittime dell'incendio sono bruciate vive a 500 gradi, tanto il calore sprigionato dal rogo. La stretta scala per uscire dal seminterrato dove si trova il bar discoteca ha rallentando, e in molti casi reso impossibile, la fuga ai 400 giovani che si erano ritrovati nel locale per festeggiare l'arrivo del nuovo anno.
Venerdì gli inquirenti hanno dichiarato di ritenere che le candele scintillanti incollate sulle bottiglie di champagne abbiano innescato l'incendio fatale, avvicinandosi troppo al soffitto del bar ricoperto di materiali fonoassorbenti infiammabili. "È stato difficile sopravvivere per tutti. E tutti si chiedevano: 'Mio figlio, mio cugino, era a questa festa?'", afferma Eric Bonvin, direttore generale dell'ospedale regionale di Sion, che ha accolto decine di feriti. "Vedere arrivare i giovani è sempre traumatico". "C'era l'orrore nei loro occhi, e non so cosa potrebbe essere peggio di questo", racconta Gianni Campolo, un diciannovenne svizzero che si trovava a Crans-Montana in vacanza e si è precipitato al bar per aiutare i soccorritori. "Nonostante il fumo denso, vedevo corpi premuti contro il vetro", aggiunge il padre di Gianni, Paolo Campolo che ha trovato un'uscita di emergenza dietro il bar con un altro volontario ed è riuscito ad aprire la porta a vetri. "È stato allora che sono caduti diversi corpi, almeno una decina. Li abbiamo tirati fuori immediatamente, uno dopo l'altro".
"Oggi la priorità è davvero l'identificazione, per consentire alle famiglie di iniziare il lutto", dichiara Beatrice Pilloud, procuratrice generale del Vallese, durante una conferenza stampa a Sion. Papa Leone ha dichiarato venerdì in un telegramma al vescovo di Sion di "desiderare esprimere la compassione e preoccupazione ai parenti delle vittime. Prega affinché il Signore accolga i defunti nella sua dimora di pace e luce e sostenga il coraggio di coloro che soffrono nel cuore o nel corpo". "Abbiamo numerosi resoconti di azioni eroiche, si potrebbe dire di una solidarietà molto forte in questo momento", sottolinea il capo del governo cantonale Mathias Reynard. "Nei primi minuti, sono stati i cittadini, e in gran parte i giovani, a salvare vite con il loro coraggio". "La Svizzera è un Paese forte non perché è al riparo dai drammi, ma perché sa affrontarli con coraggio e spirito di aiuto reciproco", aggiunge il presidente della Confederazione Guy Parmelin.
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