
Ucraina, allarme diserzioni al fronte: "Trovano il modo di...". Il retroscena dell'ufficiale

La battaglia continua a infuriare nella regione russa di Kursk, le forze di Mosca proseguono l’avanzata nell’Ucraina orientale e non cessano i bombardamenti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito di avere un piano per la pace tra Kiev e Mosca. Questo patto dovrà prima passare nelle mani dell'amministrazione americana a guida Joe Biden e poi quella che seguirà a novembre con Kamala Harris o Donald Trump. Il leader ucraino non ha fornito i dettagli del piano, ma ha certamente lasciato intendere alcuni punti cruciali. Intanto la Cnn rivela un importante retroscena dal campo di guerra. "Non tutti i soldati mobilitati lasciano le loro posizioni, ma la maggioranza lo fa. Quando i nuovi soldati arrivano, vedono quanto sia difficile la situazione. Si trovano alle prese con i numerosi droni, pezzi d’artiglieria e mortai nemici", ha dichiarato all'emittente televisiva statunitense uno degli ufficiali.

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"Vengono assegnati a una posizione e se sopravvivono, non tornano più. Lasciano le loro posizioni, rifiutano di andare a combattere, o trovano il modo di lasciare l’Esercito", ha continuato. Contrariamente ai combattenti mobilitati dall’Ucraina all’inizio del conflitto, spesso volontari fortemente motivati e adeguatamente addestrati, i soldati inviati ora al fronte vengono arruolati sulla base della nuova legge sulla mobilitazione entrata in vigore la scorsa primavera e sono obbligati a servire sino a quando il governo decreti la smobilitazione. Secondo la Cnn, però, i problemi di disciplina sono iniziati ben prima della scorsa primavera e si sono aggravati dallo scorso inverno, quando l’assistenza militare statunitense all’Ucraina ha subito per mesi una battuta d’arresto.
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