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Talebani, l'annuncio choc del leader: "Lapideremo le donne". Poi minaccia l'Occidente

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Una settimana fa, dopo che un commando armato ha aperto il fuoco nella sala concerti Crocus City Hall, il governo dei Talebani ha diffuso parole di netta condanna. Nelle stesse ore, però, è arrivata la notizia della reintroduzione della fustigazione e della lapidazione in pubblico delle donne adultere. A firmare questo provvedimento è stato il leader supremo Hibatullah Akhundzad, che ha annunciato l'intenzione di ripristinare la dura applicazione della Sharia, il complesso di regole di vita e di comportamento dettato da Dio per la condotta morale, religiosa e giuridica dei suoi fedeli. "Potreste definirla una violazione dei diritti delle donne quando le lapidiamo o le fustighiamo pubblicamente per aver commesso adulterio perché sono in conflitto con i vostri principi democratici. Ma io rappresento Allah e voi rappresentate Satana", ha scandito ai microfoni di Radio Television Afghanistan e rivolgendosi direttamente all'Occidente. 

 

 

Si tratta dell'ennesimo, brutale passo indietro e della cancellazione dei diritti insindacabili di donne e di bambine. Come ricorda un articolo de Il Giornale, la crudeltà delle scelte del governo dei Talebani è andata intensificandosi a partire dall'estate del 2021. Il leader supremo ha poi aggiunto che i diritti delle donne sostenuti dalla comunità internazionale sono contrari alla dura interpretazione della Sharia islamica da parte dei talebani. “Le donne vogliono i diritti di cui parlano gli occidentali? Sono contrari alla Sharia e alle opinioni del clero, il clero che ha rovesciato la democrazia occidentale”, ha dichiarato. 

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