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Mar Rosso, la crisi e gli attacchi Houthi. virata in negativo dei prezzi del petrolio

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I prezzi del petrolio diventano negativi, spinti dalle preoccupazioni per i tassi di interesse e dalle incertezze sulla domanda, che hanno prevalso sui timori di rischio geopolitico in Medio Oriente. I future sul Brent perdono lo 0,24% a 82,1 dollari al barile, quelli sul Wti cedono lo 0,30% a 76,8 dollari. L’ultimo report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha evidenziato un rallentamento della domanda globale di petrolio a causa della crescente popolarità delle rinnovabili.

 

 

Gli investitori attendono la decisione dell’Opec+, prevista per marzo, di estendere o meno i tagli alla produzione nel prossimo trimestre. Dati recenti hanno mostrato che l’Iraq, il secondo produttore del cartello, ha superato la sua quota di produzione. Una nota positiva è che la Russia ha raggiunto l’obiettivo di riduzione delle esportazioni per il mese di gennaio, come parte del suo impegno nei confronti dell’organizzazione. Nel mezzo di questi sviluppi, i ribelli Houthi nello Yemen hanno rivendicato la responsabilità di aver colpito due navi statunitensi con missili nel Golfo di Aden. Gli attacchi hanno acuito le preoccupazioni per le interruzioni delle rotte di navigazione nella regione. 

 

 

Da metà novembre scorso, i ribelli dello Yemen stanno portando avanti degli attacchi contro le navi dirette in Israele come risposta a quella che considerano un’aggressione della Striscia di Gaza, in corso dal 7 ottobre 2023. Questo ha spinto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, a lanciare un’operazione multinazionale finalizzata a proteggere la navigazione nel Mar Rosso. Inoltre, le forze statunitensi e britanniche hanno condotto significativi attacchi contro le posizioni degli Houthi, con l’obiettivo di ridurre la capacità dei ribelli di attaccare navi commerciali.

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