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Svolta di Zelensky: dai carri armati ai cannoni ora le armi se le fa in casa

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Zelensky punta a produrre le armi che gli servono nella guerra contro la Russia direttamente in Ucraina. Cannoni, carri armati e tutto ciò che in tutti questi mesi sono arrivati direttamente dall'estero. La svolta nel segno dell'autonomia delle forniture militari è già iniziata. Lo ha fatto sapere lo stesso presidente ucraino: "Le armi migliori che attualmente stanno aiutando i nostri guerrieri a difendere l’Ucraina dovrebbero essere prodotte in Ucraina. Lo sviluppo della nostra produzione di armi è una priorità assoluta", ha scritto sul social X (ex Twitter) il presidente Zelensky, dando notizia di aver incontrato l’ad della Bae Systems, una delle aziende leader a livello mondiale nel campo della difesa, della sicurezza e dell’aerospaziale, Charles Woodburn. "In particolare, artiglieria - sistemi L119 e M777, veicoli blindati - robusti CV90. Queste sono le armi di Bae Systems, che sta iniziando ad operare in Ucraina", ha sottolineato Zelensky, definendo "molto produttivo" l’incontro avuto con Woodburn.

 

 

 

Intanto, oggi 31 agosto, inizia la visita a Mosca del ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan. Nella capitale russa è atteso un incontro con il capo della diplomazia di Vladimir Putin, Sergei Lavrov. Durante la visita di lavoro, che proseguirà anche domani, le parti affronteranno "questioni presenti nell’agenda bilaterale, così come temi regionali e globali", si è limitato a confermare il ministero degli Esteri turco. In cima all’agenda ci saranno il conflitto in Ucraina, che va avanti da oltre 18 mesi dopo l’invasione russa, la situazione in Siria e gli ultimi sviluppi in Libia. È l’accordo sull’esportazione del grano e dei cereali attraverso il Mar Nero, dal quale la Russia si è ritirata, il tema centrale dei colloqui, ha detto ieri la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. La scorsa settimana Fidan era a Kiev, dove ha visto il presidente ucraino, Volodymyr 
Zelensky.

 

 

 

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