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Francia, raccolta fondi milionaria per l'agente che ha ucciso Nahel

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La raccolta fondi per l’agente francese che la settimana scorsa ha sparato e ucciso il 17enne Nahel, provocando un’ondata di violenti proteste popolari, ha superato i 900mila euro. L’iniziativa è stata promossa sul sito Gofund.me da Jean Messiha, controverso editorialista di estrema destra vicino a Eric Zemmour, il polemista candidato presidenziale nell’ultima corsa per l’Eliseo. La mossa ha suscitato la condanna di numerosi politici di centro e di sinistra, che lo hanno accusato di «giocare con il fuoco». Profondamente addolorata la nonna di Nahel, il cui fondo di donazioni ha ricevuto una cifra di gran lunga inferiore, poco più di 170mila euro. Non è detto comunque che i fondi giungano a destinazione. 

 

 

C’è infatti un precedente, la raccolta fondi per un attivista dei gilet gialli, Christophe Dettinger, un pugile che nel 2019 era stato ripreso mentre si batteva a mani nude contro gli agenti. Fu lanciata una raccolta fondi da un parente sulla piattaforma Leetchi, che raggiunse rapidamente i 145mila euro, ma di fronte al clamore suscitato dall’iniziativa, la società decise di chiudere la pagina, chiamando in causa il mancato rispetto delle sue condizioni generali d’uso che «vietano qualsiasi incitamento all’odio e alla violenza». E due anni dopo, il tribunale giudiziario di Parigi dichiarò nullo il contratto concluso con Leetchi, sostenendo che la raccolta era «destinata a sostenere la violenza fisica contro la polizia». Ora il nuovo caso che sfregia la memoria del 17enne ucciso a Nanterre il 27 giugno scorso dopo esser scappato a un posto di blocco alla periferia di Parigi.

 

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