LE TAPPE

Ucraina, un anno di guerra: dall'invasione al rischio di conflitto nucleare

È passato un anno dal lancio dell'operazione militare speciale con cui il presidente russo Vladimir Putin annunciava di voler "smilitarizzare e denazificare" l’Ucraina. Un obiettivo che il Cremlino intendeva raggiungere in poco tempo e che, invece, si è trasformato in una lunga guerra di posizione.

  

Dodici mesi che hanno sconvolto gli equilibri della geopolitica mondiale e causato centinaia di migliaia di morti, militari e civili. L'Ucraina ha avuto fin da subito l'appoggio della Nato e dell'Occidente, trainato dal presidente americano Joe Biden, che alla vigilia del 24 febbraio si è recato in visita a sorpresa a Kiev per ribadire il sostegno al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Proprio il leader di Kiev, fino a un anno fa noto principalmente per il suo passato da attore comico prima di scendere in politica, è diventato 'l'uomo dell'anno' e simbolo della resistenza. La guerra ha nuovamente scavato un solco fra la Russia e l'Occidente, riecheggiando i tempi della Guerra fredda e le minacce sull'uso delle armi nucleari, mentre la prospettiva di un tavolo negoziale sembra ancora lontana. Di seguito le principali tappe di un anno di conflitto.

FEBBRAIO
LA RUSSIA INVADE L'UCRAINA -
Il 24 febbraio del 2022, prima dell'alba, il presidente russo Vladimir Putin annuncia di aver deciso di lanciare una “operazione militare speciale” con l’obiettivo di “smilitarizzare e denazificare l’Ucraina” in risposta a una richiesta di assistenza dalle autorità delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk, minacciando i Paesi che fossero intervenuti di “conseguenze mai viste prima”. Due ore dopo le truppe russe entrano nel territorio ucraino e raid aerei e missilistici colpiscono tutto il Paese, inclusa la capitale Kiev. Gli attacchi missilistici balistici e da crociera nelle prime 24 ore del conflitto sono 160 e 75 le incursioni aeree. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, risponde promulgando la legge marziale, interrompendo i rapporti diplomatici con la Russia e annunciando la mobilitazione generale. I russi puntano ad accerchiare la capitale Kiev, ma la loro avanzata viene rallentata dalla strenua resistenza delle forze armate ucraine.

MARZO
IL PATRIARCA RUSSO KIRILL AL FIANCO DI PUTIN
– Il 6 marzo il patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill si schiera la fianco di Vladimir Putin giudicando l’appoggio all’invasione come un “test di fedeltà al Signore”.

BOMBARDATO TEATRO DI MARIUPOL USATO COME RIFUGIO - Il 16 marzo un attacco aereo russo colpisce il teatro di Mariupol, che era usato come rifugio. Secondo un'indagine condotta da Associated Press, sono circa 600 le persone rimaste uccise, e non 300 come si riteneva in un primo momento.

ZELENSKY INTERVIENE AL PARLAMENTO ITALIANO – Il 22 marzo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interviene al Parlamento italiano. 'Genova come Mariupol. L’Italia congeli i beni dei russi e chiuda porti”, il suo appello.

MUORE SUL CAMPO DI BATTAGLIA ITALIANO EDY ONGARO – Il 30 marzo muore nel Donbass il combattente italiano Edy Ongaro. Originario del Veneto, combatteva a fianco delle forze filorusse con il nome di battaglia di ‘Bozambo’. Aveva 46 anni.

APRILE
UCRAINA RIPRENDE REGIONE KIEV E SCOPRE GLI ORRORI DI BUCHA
- Man mano che i russi si ritirano dalla regione di Kiev, emergono gli orrori. Ne diventa simbolo Bucha, sobborgo di Kiev, le cui immagini scatenano indignazione internazionale e appelli a indagini per crimini di guerra.

AFFONDA NEL MAR NERO INCROCIATORE MOSKVA – L’incrociatore Moskva, uno dei fiori dell’occhiello della marina russa, affonda nel Mar Nero. I militari ucraini rivendicano l’atto dicendo che la nave è stata colpita con missili da crociera antinave, mentre Mosca parla semplicemente di un incendio.

MAGGIO
PARATA PER GIORNO DELLA VITTORIA A MOSCA
– Il 9 maggio, in occasione della parata per la vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista, il presidente russo Vladimir Putin tiene un lungo discorso sulla Piazza Rossa. “Combattete per la sicurezza della patria, combattete per la nostra gente nel Donbass”, dice ai soldati, e attacca l’Occidente che “preparava l’invasione” e la Nato che “non ci ha ascoltati sulle garanzie di sicurezza”.

INFURIA LA BATTAGLIA NEL DONBASS, TRUPPE RUSSE AVANZANO – Battaglie sempre più cruenti nel Donbass. La città ‘martire’ diventa Severodonetsk, presa d’assalto dai russi e poi occupata nel mese successivo. Le truppe di Mosca prendono anche il controllo di Lyman e Lysychansk.

GIUGNO
DRAGHI-SCHOLZ-MACRON A KIEV
– Il 16 giugno l’allora presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz si recano in Ucraina. I tre leader, che viaggiano insieme in treno nella notte, portano un messaggio unitario nel condannare l'invasione dell'Ucraina, nel sanzionare la Russia e nell'aiutare Kiev. Prima della capitale, i tre si recano in visita a Irpin.

CONSIGLIO UE CONCEDE A UCRAINA STATUS CANDIDATO – Il 23 giugno il Consiglio Ue accoglie la proposta della Commissione di concedere lo status di paese candidato all'Ucraina.

LUGLIO
ACCORDO SUL GRANO -
Il 22 luglio a Istanbul viene firmato un accordo sul grano che impegna Ucraina e Russia, per consentire alle navi di grano di lasciare i porti ucraini del Mar Nero. La firma dell'intesa, raggiunta con la mediazione dell'Onu, avviene alla presenza del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e del segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres.

AGOSTO
UCCISA IN ATTENTATO DARYA DUGINA, FIGLIA DELL'IDEOLOGO DI PUTIN –
Il 20 agosto Darya Dugina, figlia di Alexander Dugin, filosofo di estrema destra molto vicino a Vladimir Putin, rimane uccisa in un attentato.

La 29enne giornalista e analista politica è vittima dell'esplosione della Toyota Land Cruiser della quale era alla guida. Si ritiene che il padre fosse il bersaglio dell’attacco, sarebbe infatti dovuto tornare nella capitale russa a bordo della Toyota guidata dalla figlia, ma all'ultimo momento aveva deciso di cambiare vettura.

L’AIEA VISITA LA CENTRALE NUCLEARE DI ZAPORIZHZIA - Il 31 agosto, a seguito dell'intensificarsi degli scontri per il controllo dell'area, una spedizione internazionale dell'Aiea guidata dal presidente dell'agenzia Rafael Grossi raggiunge la centrale nucleare di Zaporizhzhia con lo scopo di valutarne le condizioni e prevenire incidenti. Un gruppo di tecnici resta alla centrale come presidio.

SETTEMBRE
UCRAINI LANCIANO CONTROFFENSIVA NELLA REGIONE DI KHARKIV –
Il 7 settembre le truppe ucraine lanciano una controffensiva a sorpresa nella regione di Kharkiv riprendendo il controllo, fra le altre, delle città di Izyum e Kupiansk, importanti siti logistici delle forze armate russe. A fine mese i soldati di Kiev liberano anche Lyman nel Donbass, conquistata dai russi nel corso della primavera.

UCCISO ITALIANO GIORGIO GALLI, COMBATTEVA CON FORZE UCRAINE – Il 20 settembre viene ufficializzata la morte del secondo italiano nel corso del conflitto fra Russia e Ucraina. Si tratta del 27enne italo-olandese Giorgio Galli, combatteva con la Legione internazionale di difesa dell’Ucraina.

PUTIN ANNUNCIA MOBILTAZIONE PARZIALE – Il 21 settembre il presidente russo Vladimir Putin annuncia la mobilitazione parziale. Lo stesso giorno il ministro della Difesa, Serghei Shoigu, ordina il richiamo alle armi di 300mila riservisti.

SABOTAGGIO GASDOTTO NORD STREAM - Il 27 settembre vengono scoperte tre falle sottomarine nelle condotte Nord Stream e Nord Stream 2.

L'ipotesi prevalente che inizia a farsi strada è che si sia trattato di un atto deliberato, finalizzato al sabotaggio. Inizialmente, Germania, Danimarca e Svezia mettono le basi per un'investigazione congiunta, che però non si materializza a causa del rifiuto svedese.

Le autorità giudiziarie svedesi confermano ufficialmente che il danno subito dai gasdotti Nord Stream e Nord Stream 2 sia stato dovuto a un atto di 'grave sabotaggio causato da una grande quantità di tritolo, quantificabile in centinaia di chili”.

PUTIN ANNETTE 4 REGIONI UCRAINE - Il 30 settembre il presidente russo Vladimir Putin, in una cerimonia al Cremlino, firma l'annessione unilaterale delle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, a seguito di 'referendum' sull'adesione alla Russia orchestrati da Mosca nelle regioni stesse. Dopo i “referendum farsa” e “l'annessione illegale”, l'Ue adotta un nuovo pacchetto di sanzioni.

OTTOBRE
ATTACCO A PONTE KERCH IN CRIMEA
- L'8 ottobre un'esplosione avviene sul ponte di Kerch in Crimea, il più lungo d'Europa e rotta chiave per le forniture delle forze russe in Ucraina, provocando il crollo in mare di parte di una sezione e il danneggiamento della linea ferroviaria.

MUORE FOREIGN FIGHTER ITALIANO ELIA PUTZOLU – La terza vittima italiana nel conflitto fra Russia e Ucraina è Elia Putzolu. Il 28enne viveva da tempo in Russia, a Rostov, e si era arruolato con le milizie filorusse del Donbass.

NOVEMBRE
MISSILE CADE IN TERRITORIO POLONIA, 2 MORTI -
Il 15 novembre un missile colpisce il territorio della Polonia nel villaggio di Przewodow, vicino al confine con l'Ucraina, causando la morte di due persone. L'incidente avviene durante un attacco alle città ucraine e agli impianti energetici da parte della Russia. Si tratta del primo incidente del genere all'interno del territorio della Nato. Il mondo intero trema per qualche ora, poi, dopo le prime valutazioni, viene appurato che si trattava di un missile di difesa aerea delle forze ucraine lanciato per difendersi da quelli russi.

IL G20 DI BALI CONDANNA GUERRA IN UCRAINA NONOSTANTE DIVISIONI.
ZELENSKY PROPONE PIANO DI PACE –
A Bali, in Indonesia, si tiene il G20. Nella dichiarazione finale la “maggior parte” dei membri condanna con forza la guerra in Ucraina, nonostante la vicinana di diversi Paesi a Mosca, sottolineando come il conflitto stia causando immense sofferenze umane e aggravando le fragilità esistenti nell'economia globale. In occasione del vertice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interviene da remoto proponendo un piano di pace in dieci punti.

DICEMBRE
RUSSIA LIBERA LA STAR DEL BASKET USA GRINER IN CAMBIO DEL RILASCIO DEL 'MERCANTE DI MORTE' VIKTOR BOUT
– L’8 dicembre Russia e Usa effettuano uno scambio di prigionieri di alto livello: la cestista statunitense Brittney Griner in cambio del trafficante d'armi russo Viktor Bout.

Griner era stata arrestata all'aeroporto di Mosca pochi giorni prima dell'invasione russa dell'Ucraina, dopo essere stata fermata con l'accusa di detenzione di cartucce per sigarette elettroniche contenenti cannabis. Bout invece è uno dei più noti ‘mercanti di morte’ internazionali. A lui è ispirato il film di Hollywood 'Lord of war' con Nicolas Cage.

ZELENSKY ALLA CASA BIANCA DA BIDEN – Il 21 dicembre visita a sorpresa di Volodymyr Zelensky a Washington. Mantenuto segreto fino all'ultimo, il viaggio del presidente ucraino, il primo fuori dal Paese dall'inizio della guerra, ottiene un importante risultato: la conferma del sostegno americano alla resistenza ucraina, con l'annuncio di un nuovo pacchetto di aiuti militari da 1,8 miliardi di dollari, comprendente anche la prima batteria di missili Patriot.

GENNAIO
MISSILE RUSSO COLPISCE PALAZZO A DNIPRO, 45 MORTI
– Il 14 gennaio un missile russo colpisce un palazzo nel centro di Dnipro. Il bilancio è di 45 morti, fra cui sei bambini, il più piccolo di 11 mesi.

MUORE IN ELICOTTERO MINISTRO INTERNO KIEV – Il 18 gennaio muore il ministro degli Interni ucraino Denys Monastyrskyi. L’uomo era a bordo di un elicottero che si schianta vicino a un asilo a Brovary, nella regione di Kiev. La destinazione finale del viaggio era la zona più calda del conflitto. Tra le vittime anche il suo vice Yevhen Yenin e il segretario di Stato del ministero degli Affari interni. Il bilancio complessivo dell’incidente è di 18 morti, fra loro anche tre bambini.

USA E GERMANIA UFFICIALIZZANO INVIO A KIEV DI CARRI ARMATI ABRAMS E LEOPARD – Il 25 gennaio il presidente americano, Joe Biden, ufficializza l’invio a Kiev di 31 carri armati Abrams.

Contestualmente, dopo aver a lungo tentennato, il cancelliere Olaf Scholz fa altrettanto per 14 tank tedeschi Leopard.

SIGNIFICATIVO RIMPASTO NEL GOVERNO UCRAINO E FRA I GOVERNATORI REGIONALI – Su indicazione del presidente Zelensky avviene un significativo rimpasto nel governo ucraino, in seguito ad accuse di corruzione verso alcuni funzionari. Saltano, fra gli altri, quattro viceministri, cinque governatori regionali e il vice capo della segreteria del presidente, Kyrylo Tymoshenko.

FEBBRAIO
L’ASSEDIO DI BAKHMUT
– Sede di feroci combattimenti da mesi, la città di Bakhmut, nel Donbass, è il nuovo epicentro del conflitto fra forze russe, con i mercenari della compagnia Wagner, e ucraine. Si combatte casa per casa per questo centro, snodo cruciale per le linee di rifornimento da una parte e dall’altra.

ACCORDO ITALIA-FRANCIA PER INVIO SISTEMA DIFESA AEREA SAMP-T ALL’UCRAINA – Roma e Parigi annunciano l’accordo per l’invio del sistema di difesa aerea italo-francese Samp-T all’Ucraina.

URSULA VON DER LEYEN E DELEGAZIONE COMMISSIONE UE A KIEV – La presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, e una delegazione di commissari, fra cui anche l’italiano Paolo Gentiloni, si reca in visita a Kiev. “L’Ue sostiene l’Ucraina più fermamente che mai”, dichiara Von der Leyen.

ZELENSKY A LONDRA, PARIGI E BRUXELLES – L’8 febbraio, a sorpresa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky va in visita a Londra, dove incontra re Carlo e il premier Rishi Sunak. Poi pronuncia un discorso davanti al parlamento dove chiede l’invio di aerei da combattimento per difendere la libertà dell’Ucraina. Successivamente Zelensky viene invitato a Parigi per un incontro con Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che scatena l’irritazione italiana. Il 9 febbraio il leader di Kiev arriva a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo e a una seduta straordinaria della plenaria del Parlamento europeo. “La pace sarà possibile solo quando vinceremo”, dichiara.

A MONACO DI BAVIERA LA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, CINA PREANNUNCIA UN PIANO DI PACE – Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera la Cina afferma che la guerra in Ucraina “deve finire” e che presto Pechino proporrà una sua iniziativa per superare la crisi. Gli Usa accusano la Russia di crimini di guerra.

JOE BIDEN A SORPRESA A KIEV - Il 20 febbraio Joe Biden si reca a sorpresa a Kiev, in una visita storica e senza precedenti. 'Un anno dopo l'Ucraina resiste, la democrazia resiste', le parole pronunciate dal presidente americano a fianco di Volodymyr Zelensky. Biden attacca poi frontalmente Vladimir Putin, che 'pensava di poterci sconfiggere, ma sta fallendo'. Il presidente Usa annuncia un altro mezzo miliardo di dollari di nuovi aiuti a Kiev.

PUTIN PARLA AD ASSEMBLEA RUSSA E ANNUNCIA SOSPENSIONE TRATTATO START - A 24 ore dalla visita di Joe Biden a Kiev, il presidente russo Vladimir Putin prende la parola davanti all'Assemblea federale e annuncia la sospensione della partecipazione della Russia al trattato Start per la riduzione degli arsenali nucleari. Il leader del Cremlino continua ad attaccare l'Occidente e l'Ucraina, considerati i 'veri responsabili' della guerra in corso, e conferma la 'prosecuzione dell'operazione militare speciale'. Biden interviene da Varsavia rimarcando il sostegno Usa e occidentale a Kiev.

GIORGIA MELONI IN VISITA A KIEV - Il 21 febbraio Giorgia Meloni arriva in visita a Kiev per ribadire 'il pieno sostegno dell'Italia di fronte all'aggressione russa', l'Italia 'non intende tentennare e non lo farà'. Meloni annuncia inoltre di voler lavorare a una conferenza sulla ricostruzione da tenersi in aprile. Nel corso della conferenza stampa congiunta, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attacca Silvio Berlusconi per averlo criticato: 'Credo che la sua casa non sia mai stata bombardata dai missili e non gli siano mai arrivati i carri armati in giardino'.