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sotto le bombe

Ucraina Russia, prosegue la ritirata da Kiev. Inferno di missili su Odessa

Prosegue, e piuttosto rapidamente, la ritirata delle truppe russe dalla regione della capitale ucraina Kiev, mentre si succedono gli attacchi a Odessa, che è stata bersaglio di missili diretti su depositi di carburante della città portuale. Il ripiegamento russo secondo il Ministero della Difesa ucraina ha completamente liberato i centri di Irpin, Bucha e Hostomel, come il resto della regione. Continuano invece i raid delle forze russe a Est e a Sud dell'Ucraina. Secondo quanto riferito dal governatore di Rubizhne, nell'Ucraina orientale, una persona è stata uccisa e tre ferite in un attacco contro un ospedale.

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La località situata vicino a Lugansk, nella regione del Donbass, era già stata bersaglio di numerosi bombardamenti dall'inizio dell'invasione. Sempre dalle autorità regionali arriva anche la notizia che un'altra persona sarbebe morta, e 14 rimaste ferite in un altro attacco a Mykolaiv, nel sud. «Una persona è morta, non è stato possibile salvarla», ha detto il governatore. Morti e feriti anche a Ochakiv, una città sul Mar Nero, ma per il momento non ci sono ulteriori dettagli. Ieri mattina, il procuratore generale ucraino ha affermato che dall'inizio della guerra 158 bambini sarebbero rimasti uccisi e circa 258 feriti dalle forze russe.

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Secondo l'ultimo aggiornamento diffuso ieri mattina dall'intelligence britannica, le forze navali russe mantengono il loro blocco a distanza delle coste ucraine nel Mar Nero e nel Mar d'Azov, impedendo l'arrivo di approvvigionamenti via mare. La Russia conserva ancora la capacità di tentare uno sbarco anfibio, ma l'operazione si presterebbe con molta probabilità al rischio determinato dal fatto che le forze ucraine vi si sono preparate.

Le mine nel Mar Nero continuano a costituire un serio rischio per le attività marittime, anche se rimane poco chiara e controversa la loro presenza, è quasi certamente dovuta, secondo l'intelligence britannica, alle operazioni navali russe nell'area e ciò dimostra come l'invasione russa dell'Ucraina stia colpendo interessi civili e neutrali. Il premier britannico Boris Johnson è pronto a inviare all'Ucraina armi contro un attacco dal mare con cui la Russia potrebbe impadronirsi dell'area sud del Paese. Lo riferisce il Sunday Times. La Gran Bretagna medita di provvedere Kiev di missili antinave sia per l'impiego contro la flotta russa sia per proteggere Odessa e i centri costieri che al momento sono oggetto di bombardamenti dal mare.

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