predicare bene e razzolare male

Scenario da evitare a tutti i costi: Harry e Meghan temono la furia della Regina Elisabetta sui titoli

Giada Oricchio

“Nessun rimpianto, però…”. Il principe Harry d’Inghilterra e la moglie Meghan Markle non rinnegano l’intervista bomba a Oprah Winfrey del 7 marzo scorso, ma fanno sapere di “voler mantenere la pace" con la Royal Family. E si apre il fronte Thomas Markle: “Mia figlia accusa i reali di indifferenza e mancanza di compassione, lei sta facendo la stessa cosa con me. Sono due menefreghisti”.

Il comportamento dei Duchi di Sussex è l’apoteosi dell’opportunismo: da una parte il marketing spinto per promuovere il loro brand con golosi gossip sui Windsor e dall’altra le notizie su quanto ci tengano a mantenere l’armonia familiare. Un amico della coppia, infatti, ha riferito a "Us Magazine": “Non è un segreto che nell'ultimo anno siano stati in guerra con i reali, ma dopo il contraccolpo riguardo alle loro interviste, stanno facendo del loro meglio per mantenere la pace e un buon rapporto con la Regina”. Dichiarazioni che sono arrivate in seguito alla decisione “tsunami” di Elisabetta II di mettere fine alla politica del “mai lamentarsi, mai spiegare” dando il via libera ai funzionari di Buckingham Palace di rispondere a “qualsiasi dichiarazione che travisi le sue conversazioni private o quelle di altri reali anziani” da parte di Harry e Meghan. Insomma, nessuno resterà più in silenzio davanti ai “cattivi ricordi”, nessuno più porgerà l’altra guancia perché in tempi difficili, la monarchia più antica del mondo deve rispondere con la guerra alla guerra se non vuole estinguersi anzitempo. “Uomo avvisato, mezzo salvato” è questo il succo della fine di un’epoca comunicativa e Harry e Meghan hanno colto il senso facendo sapere per vie traverse di voler superare le conseguenze delle loro rivelazioni sulla “sofferenza genetica", sul "colore delle pelle troppo scuro di Archie", sulla "noncuranza e sull'abbandono quando Meghan pensava al suicidio".

  

 

 

Ma alla domanda se abbiano riscoperto l’amore parentale o se si tratti di convenienza, l’insider ha dichiarato che i Sussex vogliono "evitare a tutti i costi di essere retrocessi come reali e lo scenario peggiore per loro sarebbe perdere i titoli”. Dunque, pochi dubbi: si tratta di un calcolo interessato. Harry e Meghan sanno che i loro contratti milionari dipendono dalla parentela con the Queen il cui fascino è stato certificato ancora una volta dal recente G7 in Cornovaglia dove, a 95 anni, è stata la mattatrice. Senza l’appellativo di duchi di Sussex con cui amano firmarsi (vedi il libro “The Bench”, nda), i piagnistei sulla loro vita da milionari e le bordate alla Royal Family hanno vita breve, specie se accompagnati dall’incoerenza di certi comportamenti, come ad esempio dare alla figlia neonata, il nome di Lilibet, cioè il vezzeggiativo di Elisabetta II (alla quale non hanno chiesto il permesso, nda), legandola per sempre a una famiglia criticata aspramente e marchiata come razzista. Anzi rischiano di trasformarsi in un boomerang e la vita da veri commoners può essere molto lunga e difficile. Meglio stare zitti e buoni.

 

 

Ma se i duchi di Sussex cercano una mezza tregua sul fronte occidentale, devono guardarsi le spalle su quello orientale dove si muove Thomas Markle. In un’intervista a “60 minutes”, il padre di Meghan, ex direttore delle luci a Hollywood, ha accusato Oprah Winfrey di aver usato i Sussex per promuovere le sue nuove iniziative televisive: “Penso che stia approfittando di un uomo molto indebolito e gli abbia fatto dire in televisione cose inopportune. Oprah potrebbe anche farmi causa, non mi interessa”. E ha tacciato la coppia di menefreghismo: “Sono freddi e distaccati. Fa male, ci sono efferati assassini in prigione e la loro famiglia va a trovarli. Ho commesso un errore stupido (rilasciare interviste prima del matrimonio, nda) e sono stato punito, ma per quanto dovrò pagare? Hanno lamentato mancanza di compassione dalla Royal Family, ma per me non ne hanno avuta. Se avessi fatto qualcosa di terribilmente sbagliato, capirei, ma non è così”. Thomas Markle ha anche detto che la sua cardiopatia peggiora e teme di morire senza aver visto Archie e Lilibet: “Non ho mai conosciuto i miei nipoti. Il 18 luglio avrò 77 anni. La maggior parte degli uomini Markle non superano molto gli 80 anni. Sono deluso per non poterli abbracciare. Non cerco pietà. Sto solo dicendo la verità. Cosa penso del principe Carlo? Lo capisco, ci trattano come se fossimo fantasmi. Gli sono grato per aver accompagnato mia figlia lungo la navata in occasione delle nozze. Io ebbi un infarto e non avrei potuto chiedere un sostituto migliore”.

L’uomo vive ad appena 70 miglia di distanza dalla villa di Los Angeles dei Sussex, ma non parla con Meghan da quando ha sposato il principe Harry tre anni fa: “L'ultima telefonata è stata due giorni prima che si sposasse, ero sdraiato in un letto d'ospedale. Ho sbagliato a vendere ai paparazzi le foto in cui mi preparavo per il matrimonio, mi sono scusato un centinaio di volte ma non è servito. Non conosco nessuno così freddo da non perdonare, invece Meghan lo sta facendo a me e Harry lo sta facendo a suo padre. Sono glaciali”. I duchi di Sussex stanno facendo a Thomas Markle esattamente la stessa cosa che sostengono sia stata fatta a loro: insensibilità, distacco e alterigia davanti alle sue richieste d'aiuto. Strano per chi è scappato a Los Angeles pur di spezzare il ciclo di “sofferenza e dolore” familiare e iniziare una vita all'insegna della pietas universale e della beneficienza.

 

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