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guerra al terrorismo islamico

Ecco il successore di Abu al Baghdadi

È Abu Abdullah al Qardash detto "il distruttore"

Ecco il successore di Abu al Baghdadi

Dopo l’annuncio della morte di Abu Bakr al Baghdadi l’interesse si è spostato sul successore. Da mesi circola il nome di Abdullah Qardash, iracheno della tribù Quraysh e ex ufficiale dell'intelligence di Saddam, anche lui ospite della prigione di Camp Bucca nel 2004, dove i due si sarebbero conosciuti. Qardash, noto come il «distruttore», secondo alcune fonti sarebbe morto. Ma le ipotesi in campo sono anche altre, tra cui quella che vedrebbe a capo dell’Isis il «ministro della guerra» del Califfo, Iyad al-Obaidi. In ogni caso, qualunque sia il nome di colui che prenderà il posto del terrorista ucciso durante il blitz Usa nei dintorni del villaggio siriano di Barisha, nel governatorato di Idlib, il timore è che la nuova leadership possa inaugurare una nuova stagione di terrore.

Molti analisti, nelle ore successive alla morte di al Baghdadi, hanno evidenziato questo aspetto. Lo stesso Donald Trump, dopo l’iniziale soddisfazione per l’operazione dall’alto valore simbolico soprattutto in vista delle prossime elezioni, si è reso conto che il rischio del terrorismo islamista non è legato a una sola persona. L’ideologia andrà avanti. I seguaci di Daesh, come fu per quelli di al Qaeda, secondo alcune fonti starebbero già pianificando attacchi, non solo in Occidente, per “vendicare” la morte del leader. Nuovi personaggi sono desiderosi di emergere e nei fascicoli top secret di tutte le intelligence, i nomi più interessanti sono già cerchiati di rosso. Il nuovo capo, probabilmente, sarà anche il frutto di una guerra interna che potrebbe anche far nascere un nuovo gruppo terroristico con gli stessi ideali ma con nome diverso.

Intanto, sulla sorte di al Baghdadi, così come accadde per Osama bin Laden, emergono tesi secondo le quali la ricostruzione di Trump sarebbe inaffidabile. Dal New York Times al Guardian si mette in dubbio la ricostruzione del presidente americano, soprattutto nella parte del racconto in cui il leader dell’Isis avrebbe «frignato e pianto» nel tunnel dove si sarebbe fatto esplodere. Secondo il quotidiano, il presidente non avrebbe avuto accesso all'audio dei fatti, né avrebbe potuto vedere le riprese dentro il tunnel. Ma Trump ha fatto sapere che nei prossimi giorni potrebbe pubblicare alcune parti del video del raid che ha portato alla morte al-Baghdadi. In ogni caso, come accaduto per bin Laden, il corpo non sarà mai disponibile. I resti del capo dell'Isis sono stati dispersi in mare, hanno confermato i vertici del Pentagono in una conferenza stampa.

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