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Attacco in Siria, Trump: missione compiuta. Scontro all'Onu con la Russia

Attacco in Siria, Trump: missione compiuta. Scontro all'Onu con la Russia

"Missione compiuta" per gli Stati Uniti che, "finito il tempo delle parole", si dicono "pronti e carichi per colpire ancora". La Francia invita Mosca a lavorare insieme per una soluzione diplomatica alla crisi del Paese mediorientale, ma la Russia assicura che ci saranno conseguenze nella regione e incolpa le "potenze d'Occidente" di aver distrutto il sistema delle relazioni internazionali con un'operazione "illegale e inaccettabile".

"OBIETTIVI CENTRATI"
L'attacco della scorsa notte alle infrastrutture militari siriane ha avuto "pieno successo" ma il suo esito politico e diplomatico e' ancora tutto aperto. Il Pentagono si vanta di aver distrutto le capacita' del regime di Damasco di sviluppare armi chimiche: "Tutti gli obiettivi sono stati centrati, la difesa siriana si e' mossa solo dopo che il nostro attacco era gia' terminato", ha spiegato il generale Kenneth McKenzie. Le difesa siriana afferma, invece, di aver reagito alla pioggia di missili, oltre cento verso tre siti distribuiti tra Damasco (un centro di ricerca) e Homs (due aree di stoccaggio), e di averne abbattuti una settantina. Il Cremlino conferma di non aver avuto alcun ruolo nella difesa.

Donald Trump ha celebrato con un ormai immancabile tweet l'"attacco perfettamente eseguito" e ha ringraziato gli alleati, Francia e Regno Unito, per la loro "saggezza e la potenza dei loro eserciti". Sono stati piu' cauti invece gli alleati, che ora fanno i conti anche con il malumore dell'opinione pubblica.

RIUNIONE D'URGENZA DELL'ONU
Alla riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, convocata d'urgenza, i rappresentanti dei Paesi che hanno preso l'iniziativa hanno piu' volte ripetuto che "non c'era altra alternativa se non quella militare", incolpando soprattutto la Russia di bloccare, a colpi di veto, ogni percorso per neutralizzare la capacita' del presidente siriano Bashar al-Assad di sviluppare armi chimiche. La Russia "usa il veto al Consiglio di sicurezza come il regime siriano usa il Sarin", ha tuonato l'ambasciatore americano all'Onu, Nikki Haley, con la sua consueta brutalita'.

PARIGI TENDE LA MANO A PUTIN
Mosca ha presentato una risoluzione di condanna dell'intervento occidentale, che pero' e' stata bocciata. Se il presidente americano si mantiene sulla linea di fuoco, evocando le parole pronunciate nel 2003 da George W. Bush sulla portaerei 'Abraham Lincoln', per Parigi deve tornare il tempo della diplomazia. Emmanuel Macron vuole "lavorare seriamente" con la Russia per raggiungere "una soluzione politica", ha fatto sapere l'Eliseo. Da Parigi tengono anche a fare sapere che la visita del presidente francese in Russia, che ieri aveva avuto una telefonata con il suo omologo russo Vladimir Putin, resta confermata per la fine di maggio. Anche il capo della sua diplomazia, Jean-Yves Le Drian, ha teso la mano a Mosca: "Siamo pronti a lavorare ora con tutti i paesi che possono contribuire". Poco diversa da quella americana e' la posizione britannica, che ricorda la stretta intesa di Tony Blair con Bush al tempo della guerra in Iraq. La premier britannica, Theresa May, ha voluto precisare che "si e' trattato di un attacco limitato e mirato che non vuole far aumentare le tensioni nella regione e che fa il possibile per scongiurare la morte di civili". Il governo di Downing Street ha poi informato con una nota stampa che l'intervento e' da considerarsi "necessario, proporzionato e legalmente giustificabile".

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