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Immigrati, l'Europa riparte dal controllo delle frontiere

Da novembre partiranno i centri di riconoscimento gestiti dalla Ue. Renzi soddisfatto: "Una notte importante" LEGGI ANCHE Dall’Europa 5 miliardi per i migranti

Immigrati, l'Europa riparte dal controllo delle frontiere

Immigrati

La Ue fa passi avanti sulla gestione degli immigrati. Le ultime novità: hotspot (centri di riconoscimento dei migranti, ndr) attivi entro novembre e un miliardo di euro per sostenere le agenzie Onu che stanno aiutando i profughi. Aumentano gli aiuti a Libano, Giordania e Turchia per gestire i campi profughi ospitati sul loro territorio e ai Paesi dei Balcani occidentali per affrontare i flussi di migranti. Rafforzati i controlli alle frontiere esterne della Ue stanziando maggiori risorse per Frontex, Easo ed Europol. Queste alcune delle misure concordate dal vertice informale dei capi di Stato e di governo Ue.  


Renzi: "Una notte importante" L'Italia ha fatto la sua parte e secondo il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, "per l'opinione pubblica questa è stata una notte importante". Al termine del vertice straordinario, ha spiegato: "Ora tutti i paesi hanno la possibilità di dare una mano e non soltanto su hotspot, ma anche su relocation e sulla necessità del ritorno non gestito dai singoli paesi a dall'Ue ma da Bruxelles. Mi sembra un passo avanti molto significativo che tende a mettere da parte il principio di Dublino". I capi di Stato e di governo Ue, riuniti in un vertice notturno (durato oltre 6 ore) sull'emergenza immigrazione, hanno parlato di "una crisi senza precedenti" e hanno raggiunto l'obiettivo di affrontarla superando le divisioni che si sono evidenziate nelle ultime settimane. Soprattutto rispetto a quei paesi Slovacchia Repubblica ceca Ungheria e Romania che ieri hanno votato contro il meccanismo di redistribuzione di 120 mila profughi da Italia e Grecia. Renzi che ha poi ricordato: "L'Europa è giunta con tre mesi di ritardo sulla posizione che l'Italia aveva espresso già quando aveva chiesto, e ottenuto, un vertice straordinario in aprile, dopo il nuovo tragico naufragio al largo di Lampedusa.


L'emergenza immigrazione diventa un problema Ue "Sono stati necessari sei mesi e tre vertici europei, ma con la decisione di stanotte possiamo finalmente dire che l'immigrazione diventa una questione europea, a tutti i livelli". Sulla sua pagina Facebook il premier italiano ha spiegato

 

Sono stati necessari sei mesi e tre vertici europei, ma con la decisione di stanotte possiamo finalmente dire che l’...

Posted by Matteo Renzi on  Mercoledì 23 settembre 2015


Merkel: "Fatti passi avanti" Angela Merkel si smarca dagli Stati Uniti e si avvicina alle posizione russe, aprendo al coinvolgimento diretto del presidente siriano Bashar Assad nei negoziati per trovare una soluzione alla guerra civile scoppiata ormai oltre 4 anni fa. Per la cancelliera tedesca "si sono fatti passi avanti verso una soluzione". Il premier Cameron assicura che il Regno Unito lavorerà con i partner Ue per mitigare il conflitto in Siria ed offre altri cento milioni di sterline per la crisi dei profughi. Ma i mal di pancia per la decisione sui ricollocamenti restano sullo sfondo. Hollande schiaffeggia i ribelli: "L'Europa è costituita da principi, e chi non li rispetta deve porsi la domanda sulla sua presenza in seno all'Ue". Il più duro è il premier slovacco, Robert Fico, che ha già annunciato ufficialmente di volere procedere legalmente contro il provvedimento. L'ungherese Viktor Orban, stufo di essere additato come l'europeo cattivo, invita Merkel a non fare esercizi di moralismo.


Junker: "Sono soddisfatto" "L'atmosfera è stata migliore delle mie attese. Sono soddisfatto", ha puntualizzato il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker. E Tusk parla di "momento simbolico" perché si è messo fine al "gioco rischioso del biasimo reciproco". Tra l'altro i quattro Paesi del cosiddetto gruppo Visengrad (Slovacchia, Rep. Ceca, Polonia e Ungheria) si sono presentati alla riunione con una dichiarazione congiunta esprimendo, in parte, i concetti delle conclusioni del vertice. Il summit si è riunito dopo che Bruxelles ha aperto una quarantina di procedure di infrazione contro 19 Stati per mancanze nell'applicazione dei regolamenti sul sistema comune d'asilo (registrazioni, raccolta di impronte, accoglienza e rimpatri). L'Italia non è nel gruppo.

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