Approfitta subito della promozioneSconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Sconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Esteri

«Cristo supera il politicamente corretto»

Il Papa a Cuba ammonisce: «Non si abusa dei propri concittadini» Oggi trasferimento negli Stati Uniti dove cresce l’allarme attentati

Papa Francesco ha lasciato ieri L’Avana per recarsi a Holguìn, terza città di Cuba, dove nessuno dei suoi predecessori era mai stato. Di fronte a circa 150.000 fedeli (la stima è delle autorità, ha precisato il portavoce vaticano padre Lombardi), il Pontefice ha celebrato la Messa nella festa di S. Matteo, il pubblicano chiamato da Gesù a diventare apostolo. Una festa che Francesco sente molto, perché è in questa data che avvertì improvvisa la chiamata al sacerdozio. E alla vocazione dello stesso santo è legato il suo motto, quel «Miserando atque eligendo» tratto dalle omelie di S. Beda. E come per Matteo, che lascia la sua vita di «profittatore», di traditore del suo popolo, di «collaborazionista» con l’invasore romano dopo l’incontro con Cristo, anche «per tutti coloro che hanno percepito lo sguardo di Gesù, i concittadini non sono quelli di cui si approfitta, si usa, si abusa» ha detto il Papa, con un nuovo monito al regime. «Lo sguardo di Gesù genera un’attività missionaria, di servizio, di dedizione. I suoi concittadini sono quelli che lui serve. Il suo amore guarisce le nostre miopie e ci stimola a guardare oltre, a non fermarci alle apparenze o al politicamente corretto». «Il suo amore ci precede, il suo sguardo anticipa le nostre necessità - ha aggiunto Francesco - Egli sa vedere oltre le apparenze, al di là del peccato, al di là del fallimento o dell’indegnità. Sa vedere oltre la categoria sociale a cui apparteniamo. Egli va al di là di tutto ciò. Egli vede quella dignità di figli, che tutti abbiamo, a volte sporcata dal peccato, ma sempre presente nel profondo della nostra anima». Il Papa ha poi reso omaggio alla Chiesa cubana: «So con quale sforzo e sacrificio sta lavorando per portare a tutti, anche nei luoghi più remoti, la parola e la presenza di Cristo. Una menzione speciale meritano le cosiddette "case di missione", che, data la scarsità di chiese e sacerdoti, consentono a molte persone di avere un luogo per la preghiera, l’ascolto della Parola, la catechesi e la vita comunitaria». Alla Messa era presente ancora una volta Raul Castro. Ma intanto il giro di vite del regime contro l’opposizione non sembra allentarsi. Elizardo Sanchez, portavoce dell'organizzazione a cui fanno capo i diversi gruppi di opposizione, la Commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale (un'organizzazione illegale, ma tollerata dalle autorità), ha denunciato l’arresto di almeno 50 dissidenti dall’arrivo del Pontefice. L’opposizione ha tentato di mettersi in contatto con il Papa. Lo ha confermato lo stesso padre Lombardi: «Ci sono stati contatti telefonici e per posta elettronica tra la Nunziatura e esponenti dell'opposizione cubana che chiedevano un segno di attenzione dal Papa, ma mai si è pensato ad un incontro nel senso di una riunione ristretta o di un colloquio». Oggi il Papa celebrerà la Messa nel santuario della Virgen de la Caridad del Cobre poi, dopo l’incontro con le famiglie a Santiago, dove è giunto ieri sera, decollerà per Washington. E dagli Stati Uniti arriva un nuovo allarme sicurezza. Un documento riservato, ottenuto dalla Nbc News, rivela che le autorità Usa sono particolarmente preoccupate dalla possibilità che i terroristi possano mascherarsi da agenti di polizia, vigili del fuoco o addetti alle ambulanze, per intrufolarsi nelle zone riservate e colpire tra la folla. Nel memo, distribuito dal Centro di intelligence criminale della polizia della Pennsylvania ai membri delle forze dell'ordine, non si fa riferimento esplicito alla visita del Pontefice, ma il fatto che sia stato inoltrato in questi giorni non passa inosservato. Vengono citati alcuni episodi, avvenuti sia negli Stati Uniti che in Europa, nei quali sono stati sventati possibili attentati simili. Domani l’incontro con Obama. Ieri il New York Times ha sottolineato come per il presidente americano non vi è «più potente alleato nel mondo» di un Papa «che lo ha aiutato a ripristinare i rapporti diplomatici con Cuba e che ha parlato apertamente di questioni come le disuguaglianze sociali, l'immigrazione, i cambiamenti climatici e la riforma della giustizia penale».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.