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Esteri

Francia: presi cinque terroristi

Scoperto in Linguadoca il centro di reclutamento dei jihadisti francesi. La base operativa era Lunel

Scoperto in Linguadoca il centro di reclutamento dei jihadisti francesi. La base operativa era Lunel , un paesino di ventisettemila abitanti dove tutti si conoscono. Ieri all’alba è stato posto sotto assedio dalla polizia, che qui è arrivata seguendo la filiera dei combattenti arruolati nelle milizie dell’Isis. Cinque uomini tra i 26 e i 44 anni sono stati fermati. Perquisizioni a raffica pure a Caussiniojouls, dove un sospetto terrorista si era nascosto nell’appartamento sopra il municipio, e ad Aimargues. È qui, nel tranquillo e sonnacchioso Dipartimento dell’Herault, tra vigne, spiagge e distese di ulivi, che le indagini dell’intelligence dopo gli attentati di Parigi hanno condotto le squadre speciali. «Ci siamo svegliati alle sei e mezza con le strade bloccate dalla polizia. Hanno sfondato porte, perquisito case e fienili», racconta il sindaco Claude Arnaud. Ma gli 007 non sono arrivati per caso. Sei ragazzi tra i 18 e i 30 anni sono morti in tre mesi combattendo per l’Isis in Siria e in Iraq. Tutti, a quanto pare, erano stati reclutati a Lunel, cittadina all’apparenza anonima dove il radicalsmo islamico aveva trovato copertura nella moschea che (inspiegabilmente) non ha condannato la partenza dei giovani per la Jihad. Nella vicina Caussiniojouls padre e figlio, devoti fedeli dell’Islam e incensurati, avevano dato ospitalità al sospetto terrorista arrivato dall’estero due settimane fa. È lui il reclutatore dei jihadisti francesi? Difficile dirlo. La polizia ne sta vagliando la posizione. L’operazione è rimbalzata sui giornali mezza Europa. Il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve ne ha riferito all’Assemblea Nazionale: «Gli arrestati sono sospettati di essere coinvolti attivamente nella filiera jihadista. Questa operazione dimostra l’impegno dei nostri servizi di informazione». Secondo una fonte giudiziaria, due dei cinque uomini in custodia sarebbero già stati in Siria a combattere. Gli altri tre sarebbero dovuti partire presto. Ognuno di loro aveva uno o più fratelli uccisi in Medio Oriente nelle fila dello Statio islamico. Se le metropoli transalpine con i quartieri-ghetto alimentano la ribellione dei ragazzi francesi di origini maghrebine, è la provincia a giocare un ruolo strategico nel reclutamento. «Attualmente in Francia sono state aperte 161 procedure giudiziarie relative al jihadismo, che interessano 547 persone», sottolinea il ministro Cazeneuve. «Di queste 154 sono state arrestate, 90 rinviate a giudizio e 75 sono già in carcere». Gli 007 di Parigi hanno inoltre scoperto che ben 400 francesi sono entrati a farte delle milizie dell’Isis e 73 sono morti. Alcuni di loro vengono addestrati da ex militari della Legione straniera che si sono trasferiti in Siria al servizio dell’Isis. Intanto il Belgio ha scoperto che uno dei terroristi della cellula di Verviers, Soufiane A., 26 anni, ucciso dalla polizia durante l’assalto del 16 gennaio scorso, era stato condannato per furto. Avrebbe dovuto essere in cella ma, visto che la pena comminata era inferiore a tre anni, aveva approfittato delle maglie larghe della giustizia e aveva chiesto di scontare la detenzione nella cittadina di residenza con il braccialetto elettronico. Dove continuava a progettare attentati e a coltivare cannabis. Ne sono state trovate diverse piante nell’appartamento-covo in rue de la Colline, accanto ad esplosivi e kalashnikov pronti per gli assalti contro alcuni commissariati a Bruxelles e Charleroi.

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