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Esteri

Iraq, il governo acquista jet russi

Baghdad ha annunciato di aver ricevuto la prima tranche di caccia-bombbardieri russi Sukhoi-25

Mentre gli Stati Uniti di Barack Obama continuano ad essere sostenitori riluttanti del governo sciita iracheno, la Russia di Vladimir Putin appoggia senza riserve il premier Nuri al Maliki. Baghdad ha annunciato di aver ricevuto la prima tranche di caccia-bombbardieri russi Sukhoi-25 dalla Russia, arma chiave per contenere l'avanzata su Baghdad degli jihadisti sunniti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (Isis). L'arrivo dei Sukhoi-25, aereo progettato specificatamente per operazioni di attacco al suolo in grado di dare copertura decisiva alle truppe a terra, giunge proprio mentre i soldati di Baghdad stanno cercando di riprendere il controllo di Tikrit, città natale di Saddam Hussein, e nodo nevralgico. L'acquisto dei jet russi, oltre una decina a 500 milioni di dollari (368 di euro), era stato annunciato solo giovedì da Maliki e i primi sono già arrivati. Mentre il premier, accusato da Washington di essere la causa dell'attuale crisi innescata dalle sue politiche settarie contro la minoranza sunnita (al potere sotto Saddam) è frustrato se non irritato perché gli americani non hanno rispettato gli accordi da miliardi di dollari per la consegna di caccia-bombardieri F-16 e di elicotteri d'attacco Apache. Lo stesso Maliki che peraltro, peccando di hybris, costrinse alla fine del 2011 gli Usa a ritirare tutti i loro soldati perché si rifiutò di concedere loro l'immunità funzionale (la stessa in ballo ora in Afghanistan) affidandosi completamente alle sue truppe, rivelatesi inaffidabili come ha dimostrato il "blitzkrieg" in salsa mediorientale dell'Isis.

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