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Crisi Hormuz, la Iata: "Tra 6 settimane rischio carenza carburante per aerei"

Foto: Ansa 

Leonardo Ventura
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Con la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz l'Unione europea si prepara a presentare misure per intervenire sulla crisi energetica, e in particolare su quella che è al momento la principale preoccupazione, ovvero i carburanti aerei. Tra sei settimane comincerà la cancellazione di voli se nel Golfo Persico non torneranno a rifornirsi le petroliere. Dallo Stretto che separa Iran e Oman passa il 20% del greggio mondiale. Domani la Commissione presenterà il piano AccelerateEU sull'energia, e oggi i contenuti sono stati illustrati dal commissario europeo per i Trasporti Apostolos Tzitzikostas ai ministri dei Trasporti dell'Ue. "L'unica via d'uscita da questa situazione di turbolenza passa attraverso la diplomazia - ha dichiarato il commissario - Senza un ritorno alla libertà di navigazione permanente le conseguenze sarebbero catastrofiche, non solo per l'Europa, ma per il mondo intero". Secondo il commissario, "finora il mercato sta gestendo la pressione e non ci sono prove di carenze effettive. Ciononostante, dobbiamo essere preparati", ha sottolineato. Tra le misure previste, Tzitzikostas ha annunciato la creazione
di un osservatorio che monitorerà l'approvvigionamento e i livelli di scorte dei carburanti per il trasporto, per migliorare le informazioni e il coordinamento delle misure. "E naturalmente inizieremo dal carburante per aerei", ha aggiunto. Tra gli altri interventi, la Commissione lavorerà per le importazioni di jet fuel di tipo A prodotto negli Stati Uniti, che pero' essendo diverso dallo standard internazionale A1 avrebbe bisogno di aggiustamenti infrastrutturali per permettere un sostanziale aumento delle importazioni.

Inoltre, la Commissione valuterà "se sia necessario un obbligo minimo di scorte per il carburante per aerei, che richiede agli Stati membri di mantenere riserve minime di emergenza per il settore dell'aviazione". Esistono già obblighi minimi per le scorte di petrolio, ma a oggi non c'è una quota di queste scorte dedicate al jet fuel. Non previsto un meccanismo obbligatorio di solidarietà, così come nessun rilascio delle scorte di petrolio o controllo alle esportazioni. Secondo lo stesso funzionario europeo, la Commissione "non vede una carenza generale di offerta di carburanti per aerei ", nelle prossime "6-8 settimane", dopodiché "dipendera' dall'evoluzione del conflitto". Da Palazzo Berlaymont viene spiegato come le raffinerie europee hanno una capacità del 70% del consumo di jet fuel, ma a oggi il 60% del carburante aereo sia prodotto internamente mentre il restante 40% venga importato, e la metà delle importazioni passa attraverso lo Stretto di Hormuz.

Il commissario Tzitzikostas ha anche provato a fornire chiarimenti a coloro che viaggeranno in aereo nelle prossime settimane, spiegando che la cancellazione dei voli per carenza di carburante rientrerebbe, nelle interpretazioni della Commissione, tra le "circostanze eccezionali" che esentano le compagnie aeree dal pagamento di un risarcimento ai passeggeri, mentre restano garantiti il ​​rimborso del biglietto o il reindirizzamento verso un'altra soluzione. Per i voli cancellati a causa dell'aumento dei prezzi - ovvero la casistica che si è verificata finora, secondo Tzitzikostas - tali circostanze eccezionali invece non sussistono. "L'Europa è la destinazione numero uno al mondo e credo che oggi sia molto importante trasmettere a tutte le parti il ​​messaggio che l'Europa è un luogo sicuro e stabile da visitare anche quest'estate", ha aggiunto il commissario, cercando di rassicurare i passeggeri. "Forniremo, avvicinandoci al periodo estivo, indicazioni dettagliate affinché sia le compagnie aeree sia i passeggeri abbiano la stessa comprensione della questione. Ma nel complesso posso dirvi che non esiste un luogo più sicuro, più stabile e più bello da visitare dell'Europa quest'estate", ha concluso.

Intanto nel Regno Unito le compagnie aeree chiedono di allentare le norme sul rumore e di ridurre la tassa sui voli, in vista della minaccia di carenza di carburante. I ministri hanno anche chiesto di modificare i diritti di risarcimento e di sospendere il sistema di scambio di quote di emissioni nel contesto della guerra in Medio Oriente. L'elenco completo delle richieste è emerso in un documento informativo, riportato per la prima volta da Itv News, preparato dall'associazione di categoria Airlines Uk per conto di compagnie aeree tra cui British Airways , easyJet, Ryanair, Virgin, TUI e Jet2. Il documento informativo destinato al governo affermava che, se l'attuale interruzione delle forniture di carburante per aerei fosse continuata o si fosse aggravata, le compagnie aeree sarebbero state costrette a ridurre i voli e ad aumentare le tariffe. Ha inoltre ribadito le richieste, già avanzate pubblicamente dal settore, di abolire la tassa sui passeggeri aerei e di allentare le regole del "usalo o perdilo" relative agli slot aeroportuali, allentate l'ultima volta dopo la pandemia di Covid, che consentirebbero alle compagnie aeree di cancellare i voli senza rischiare di perdere in futuro i preziosi diritti di operare dai principali aeroporti.

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