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Da autonomi e partite iva la crociata anti-politica: “Nessun partito ci tutela”

Luigi Frasca
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Lavoratori autonomi e partite Iva risultano altamente critici nei confronti della politica. Solo tra gli imprenditori le valutazioni positive superano il 30%. E anche qui c’è più di un elemento che colpisce: alla domanda su quale partito rappresenti meglio gli interessi degli imprenditori, di autonomi o partite Iva, solo il 30% risponde indicando partiti di centrodestra. E non perché privilegino gli altri: il Pd verrebbe scelto solo dal 7%, che salgono a 9% per il Movimento cinque stelle. «Nessun partito ci rappresenta» è l’opzione votata dal 31%.

 

 

In una domanda successiva del sondaggio SWG commissionato da Centro Studi Autonomi e Partite Iva di Eugenio Filograna, già senatore (Forza Italia), gli intervistati testimoniano anche di non riscontrare una rappresentanza di categoria valida tra le associazioni e le sigle esistenti. Chi vive di lavoro autonomo sconta un eccessivo peso del fisco, indicato come principale problematica da risolvere soprattutto per chi ha un fatturato ridotto. Sul podio delle criticità ci sono, per il campione sondato: carico fiscale pesante, quantità di procedure burocratiche, l’eccesso normativo di leggi e regolamenti. Il rapporto con le tasse non è però sempre e solo critico. Per il 54% delle partite Iva intervistate, pagare le tasse è un dovere civico ed uno strumento di equità. Solo il 25% definisce le tasse come un freno allo sviluppo economico e solo il 21% come uno strumento vessatorio. Il livello di tassazione, però, riunisce il campione: per l’81% è troppo elevato; per il 15% va bene così com’è. Solo una sparuta minoranza, per il 3% è abbastanza basso, per l’1% è molto basso.

 

 

Anche sull’accesso al credito e sull’accensione dei mutui le partite Iva condividono gli stessi problemi: per il 46% del campione è sempre difficile ottenere credito in banca. Nell’accesso al credito hanno maggiori difficoltà le partite Iva sopra i 100mila euro di fatturato annuale, mentre va meglio per chi fattura tra i 50mila e i 100mila euro e decisamente bene per chi fattura sotto i 50mila euro.

 

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