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Fusione Fca-Peugeot, c'è l'accordo. Nasce un colosso dell'auto

Le nozze tra Fiat Chrysler e Psa che detiene anche i marchi Citroen, DS, e Opel

Fusione Fca-Peugeot, c'è l'accordo. Nasce un colosso dell'auto

È  tutto pronto le nozze tra Fca e Peugeot che potrebbero essere annunciate già domani. Il consiglio di sorveglianza di Peugeot ha già detto di sì, mentre quello di Fca è chiamato a fare lo stesso in serata. A pochi mesi dal fallimento del matrimonio con Renault, il Lingotto guarda ancora a Parigi nella ricerca di un alleato con cui affrontare le grandi sfide che il settore automobilistico ha davanti, creando un gruppo da 50 miliardi di capitalizzazione. A guidarlo operativamente sarà con ogni probabilità Carlos Tavares, oggi al volante dell'azienda d'oltralpe e fautore del riavvicinamento e dell'accelerazione di queste ore, con John Elkann come presidente e le due case automobilistiche riunite sotto il cappello di una società olandese. Sul fronte della governance, ai francesi potrebbero andare 6 consiglieri contro i 5 di Fca. Al tempo stesso agli azionisti dell'azienda italiana, se sarà confermato quello che riferiscono alcune fonti, potrà andare un extra dividendo da 5 miliardi, mentre i francesi procederanno allo spinoff della società di componentistica Faurecia. I due gruppi sono venuti ufficialmente allo scoperto stamattina, dopo le indiscrezioni di ieri, e per domani, prima dell'apertura dei mercati, e' attesa la comunicazione ufficiale di un negoziato in esclusiva.

Non è la prima volta che Fca e Peugeot si siedono attorno a un tavolo. A parlare con Carlos Tavares, che in caso il matrimonio vada a buon fine sarà destinato alla guida operativa, era stato già l'ex ad Sergio Marchionne. Appena lo scorso marzo, al salone dell'auto di Ginevra, il feeling era stato evidente anche con Mike Manley, successore dello storico manager italo-canadese. La conferma di una trattativa alle battute finali e di un possibile matrimonio alle porte ha subito infiammato i titoli delle societa' coinvolte sulle borse di Milano e di Parigi: a Piazza Affari il Lingotto e' balzato del 9,53% con volumi elevatissimi, riportandosi vicino ai 13 euro e trascinando con sé la holding della famiglia Agnelli, Exor (+4,6%). Sul Cac40 Psa è salita del 4,53%. Dopo il primo si' dei due consigli, tuttavia, il deal dovra' essere portato a compimento. La casa italo-americana controllata dalla famiglia Agnelli e guidata da John Elkann e Mike Manley, dovra' trovare una quadra che soddisfi il lato industriale ma anche lo stato francese, che e' azionista di peso di Psa, come lo sono i cinesi di Dongfeng e la famiglia che ha dato il nome a Peugeot. Il ministero dell'Economia di Parigi, che per gli Agnelli tanta parte ha avuto nel far saltare il matrimonio con Renault a un passo dal successo, ha gia' fatto sentire la propria voce: se per Bercy un matrimonio rappresenterebbe il coronamento del rilancio del gruppo, il ministero guidato da Bruno Le Maire pretende la difesa del patrimonio industriale in Francia, intende vigilare con forza sulla governance e vuole che il nuovo gruppo vada avanti nella creazione di un'industria europea delle batterie, fondamentale per la sfida della mobilità elettrica.

"C'è un'attenzione del ministro Patuanelli, in primo luogo e naturalmente tutto il governo segue con attenzione questa vicenda rispettoso di una trattativa di mercato ma anche consapevole che stiamo parlando di un'industria importantissima per il Paese, di processi inevitabili ma che nelle forme in cui avvengono e' giusto siano seguiti con cura e attenzione dal governo", ha invece detto il ministro dell'Economia italiano, Roberto Gualtieri. Sul tema si sono, al di qua e al di la' delle Alpi, gia' fatti sentire anche i sindacati, preoccupati per i posti di lavoro. Se si guarda ai numeri, lo scorso anno Psa ha realizzato un fatturato di 74 miliardi di euro, mentre Fca ha raggiunto quota 110 miliardi e insieme le due case vendono nel mondo 8,7 milioni di auto, numero che collocherebbe il nuovo gruppo al quarto posto dopo Volkswagen, che vende 10,8 milioni di auto, Nissan-Mitsubishi e Toyota. Verrebbe superata invece General Motors che immatricola 8,4 milioni di veicoli. Al tempo stesso pero' il nuovo gruppo avrebbe una forte esposizione in Europa, con una quota del 24%. Fca potrebbe giovare delle moderne piattaforma di Peugeot per aumentare i margini, ma e' immaginabile, come ipotizzano diversi analisti, che ci siano sinergie di costo. 

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