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Alitalia, dal governo nuovo prestito da 350 milioni di euro

Sciopero Usb il 25 ottobre

Augusto Parboni
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Il futuro di Alitalia è sempre più nebuloso. Dopo la richiesta di 2 mesi aggiuntivi per presentare l'offerta vincolante, il governo corre ai ripari con 350 milioni pubblici nelle casse dell'azienda. In una bozza del dl fisco, collegato alla manovra, è spuntato infatti uno stanziamento di un nuovo prestito ponte di sei mesi "per indilazionabili esigenze gestionali". Andando nel dettaglio, "il finanziamento è concesso con l'applicazione di interessi al tasso Euribor a sei mesi pubblicato il giorno lavorativo antecedente la data di erogazione, maggiorato di 1.000 punti base, ed è restituito con priorità rispetto a ogni altro debito della procedura, entro sei mesi dalla erogazione e, in ogni caso, entro 30 giorni dall'intervenuta efficacia della cessione dei complessi aziendali", si legge nel testo. La nuova iniezione di soldi pubblici potrebbe essere letta come un segnale di una nuova proroga - la settima in un anno - che potrebbe portare la nuova deadline quasi a fine anno. Attenzione però: la situazione tecnica rimane molto delicata, con i commissari straordinari che sono al lavoro per la missiva sullo stato dell'arte da inviare al ministero dello Sviluppo economico. La triade Daniele Discepolo Enrico Laghi e Stefano Paleari ha accolto "con irritazione" e anche con una certe sorpresa la lettera inviata da Fs e Atlantia. Infatti, è il ragionamento, dopo le richieste del governo di fare presto sul dossier, la situazione rimane in stallo. Questo perché, nonostante la comune intenzione di andare avanti nell'operazione di salvataggio, non è ancora stato sciolto il nodo della composizione dell'azionariato (i due player vogliono rimanere soci "di minoranza"), la governance della newco e la definizione di un partner industriale con una quota significativa. Delta dovrebbe aumentare la quota dal 10 al 15% (finora il colosso Usa non ha fatto nessuna apertura), permettendo ad Alitalia un ruolo in prima fila nello Sky Team e un'implementazione delle rotte in Nord America. Insomma il piano industriale è ancora lontano dalla definizione, con lo spettro di almeno 2mila esuberi e il conseguente problema degli ammortizzatori sociali. Lufthansa, e non è una novità, sta alla finestra da tempo, ma nell'ultima settimana ha ribadito che, al momento, una partnership commerciale è certamente ipotizzabile. In linea teorica "il mercato italiano è molto importante" e un ingresso nell'equity non è impossibile, ma solo per un' Alitalia ristrutturata, sottolinea un portavoce dell'azienda. Intanto i sindacati continuano ad essere in subbuglio: questa volta è Usb ad annunciare uno sciopero di 24 ore di tutto il personale Alitalia il 25 ottobre, oltre a cinque condizioni per il rilancio. Come un sì ad un piano di rilancio legato allo sviluppo della flotta e delle direttrici di lungo raggio, una garanzia della salvaguardia del perimetro e un no alle "mitigazioni sociali"

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