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La tassa sullo shopper

Sacchetti biodegradabili, ecco quanto ci costano. E sui social partono i boicottaggi

Sacchetti biodegradabili, ecco quanto ci costano. E sui social partono i boicottaggi

Se i prezzi non varieranno, la maggiore spesa per il singolo consumatore data dall'obbligo, scattato il 1° gennaio, di utilizzare sacchetti biodegradabili e compostiabili per l'acquisto dei prodotti alimentari sfusi dovrebbe attestarsi sui 6 euro l'anno, che potrebbero salire fino a 15 euro per la famiglia composta da due adulti e un bambino. Lo stima l'Adoc, parlando di "un rincaro contenuto ma che poteva essere evitato se il governo avesse previsto alternative, ecologiche e sostenibili, ai nuovi sacchetti biodegradabili".

Quanto "pesano" gli shopper?
Il calcolo, spiega una nota, si basa sul prezzo medio rilevato di 3 centesimi di euro a sacchetto, moltiplicato per un acquisto di circa 200 sacchetti l'anno.Secondo un sondaggio condotto dalla stessa associazione, il 65% dei consumatori è comunque d'accordo con la scelta di introdurre questo tipo di sacchetti. "A dimostrazione che i cittadini premiano sempre di più gli interventi legati alla sostenibilità e alla tutela dell'ambiente, anche se questi vanno ad incidere sulle loro tasche, il prezzo non è più la sola e unica componente da tenere in considerazione", commenta Roberto Tascini, presidente di Adoc, "la ricerca di una maggiore qualità del prodotto/servizio offerto, il rispetto dell'ambiente e delle politiche di sostenibilità sono ormai fattori chiave nelle scelte dei consumatori". Per l'Osservatorio di Assobioplastiche invece l'aggravio per famiglia oscillerà in totale tra 4,17 e 12,51 euro. 

Il Codacons diffida il ministero
Ma il tema spacca l'opinione pubblica. Secondo il Codacons l'85% dei consumatori italiani è nettamente contrario alla nuova norma. "Abbiamo chiesto ai consumatori cosa ne pensino degli shopper a pagamento nei supermercati e del costo dei sacchettivariabile tra 1 e 3 centesimi di euro, e la stragrande maggioranza degli intervistati (l'85%) ha espresso totale contrarietà ritenendo sbagliata tale misura - spiega il Codacons. "Cosa ancora più incomprensibile è il divieto di utilizzare shopper portati da casa o le vecchie borse a rete molto utilizzate in passato, soluzioni che permetterebbero da un lato di ridurre il consumo di plastica e proteggere l'ambiente, dall'altro di evitare inutili costi a carico delle famiglie".  Il Codacons pertanto presenterà domani una diffida al ministero dello Sviluppo economico affinché emani una circolare che autorizzi i consumatori a portare da casa sacchetti o buste trasparenti per imbustare frutta e verdura nei supermercati.

Bufale e boicottaggi (inutili)
Legambiente prova a smentire le "bufale" sugli shopper (dalla cosiddetta 'tassa occulta' alla questione del monopolio di Novamont, azienda a cui si deve l'invenzione del Mater-Bi): "Polemiche da campagna elettorale - secondo il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani - Sarebbe utile che ci si preoccupasse dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento causato dalle plastiche non gestite correttamente, e che si accettassero soluzioni tecnologiche e produttive che contribuiscono a risolvere questi problemi". Ma è sui social che molti utenti stanno studiando il modo di boicottare il sacchetto obbligatorio. C'è chi invita a prezzare singolarmente i prodotti con un'etichetta a frutto. Espediente che non sempre è utile, dato che lo shopper viene comunque addebitato nello scontrino della spesa.

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