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Ikea preferisce l'Italia all'Asia

Il colosso svedese trasferisce la produzione per un miliardo di euro

Ikeanon attende di vedere che fine farà il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro e ieri ha confermato il trasferimento di alcune produzioni dall'Asia all'Italia. Il mercato asiatico, indicato dal mondo imprenditoriale italiano come un Paradiso per il basso costo del lavoro e l'assenza di contenziosi sindacali, è invece per Ikea una piazza poco vantaggiosa. Il colosso svedese inizialmente guardato con sospetto dalla filiera dell'arredolegno nel nostro Paese è diventato nel giro di poco tempo il loroprimo cliente. Il rapporto con 24 fornitori italiani vale acquisti per circa 1 miliardo di euro di acquisti e questi rappresentano l'8% degli acquisti mondiali del colosso svedese, al terzo posto dopo Cina e Polonia. Anche nel 2011 la bilancia commerciale con il gruppo si è confermata a favore dell'Italia, dato che Ikea «compra in Italia più di quanto vende nei suoi negozi nella penisola». Il 63% degli acquisti di Ikea in tutto il mondo, poi, proviene da fornitori europei. Recentemente il gruppo svedese ha spostato in Italia, in particolare in Piemonte, alcune produzioni precedentemente allocate in Asia. «Abbiamo individuato nuovi partner italiani che hanno preso il posto di fornitori asiatici - ha affermato l'amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson - grazie alla loro competenza, al loro impegno e alla capacità di produrre articoli caratterizzati da una qualità migliore e a prezzi più bassi dei loro concorrenti asiatici». Insomma il binomio alta qualità e prezzi concorrenziali hanno premiato i prodotti italiani che a differenza di un'opinione comune si confermano superiori a quelli realizzati in Asia. Ikea inoltre sta diventando un canale di ulteriore affermazione del made in Italy nel mondo. La quota dell'8% degli acquisti effettuati in Italia da Ikea sul totale sale al 34% se si considerano solo le cucine: 1 cucina su tre venduta da Ikea in tutto il mondo, infatti, viene prodotta in Italia. L'80% degli acquisti di Ikea in Italia sono mobili, e solo il 20% complementi d'arredo. Le cucine fanno la parte del leone, ma la catena scandinava in Italia acquista anche elettrodomestici, camere da letto, scaffalature, librerie e bagni. Le prime tre regioni italiane da cui il gruppo svedese si approvvigiona corrispondono ai maggiori distretti del settore: dal Veneto proviene il 38% del acquisti, seguono il Friuli con il 30% e la Lombardia con il 26%, più che in Svezia o Germania. La ricaduta occupazionale collegata a queste commesse produttive è stimabile attorno ai 2.500 posti di lavoro. Se a questi si sommano i 6.600 dipendenti della rete commerciale e logistica di Ikea in Italia e l'indotto generato dai punti vendita, la ricaduta occupazionale diventa pari a circa 11.000 posti di lavoro. Il colosso svedese sta anche espandendo la propria offerta. È pronta a lanciare la prima linea di case prefabbricate. Le abitazioni sono eco-sostenibili, progettate senza spreco di spazio e costruite con una combinazione di fibra-cemento e lamiera ondulata, mentre il tetto è in metallo. Le case sono naturalmente arredate con componenti della casa svedese, complete di elettrodomestici e impianti funzionanti. Non solo. Il costo è assolutamente conveniente. Si potrà avere una casa già pronta a soli 70mila euro.Ikea si è sviluppata divenendo una multinazionale e aprendo 258 centri di vendita in 37 paesi, gran parte dei quali in Europa. Gli altri centri di vendita si trovano negli USA, in Canada, in Asia e in Australia.

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