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Un francobollo per celebrare i Gentilini

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Hanno120 anni ma sono rimasti quelli del 1890 quando Pietro Gentilini aprì ilprimo laboratorio nella Capitale per produrre biscotti. E per celebrare questo marchio storico, eccellenza dell'imprenditoria laziale, insieme a un'altra azienda centenaria, la Frette (biancheria della casa), le Poste emetteranno nei prossimi giorni due francobolli da 0,60 euro, appartenenti alla serie del made in Italy. Il francobollo per la Frette, che quest'anno celebra il 150° anniversario, uscirà il 29 ottobre prossimo e riprodurrà un particolare del tessuto realizzato con la tecnica jacquard, dove si staglia la lettera «F», logo dell'azienda, fondata a Grenoble nel 1860 ma trasferitasi vicino a Monza nel 1865 (dal 1879 è italiana al 100%). Il bollettino illustrativo dell'emissione sarà firmato da Jeff Hansen, amministratore delegato della società. Il francobollo per la Gentilini (che uscirà il 31 ottobre) mostra una scatola di latta di biscotti Gentilini, due classici prodotti (i biscotti osvego e i novellini) e una antica cartolina pubblicitaria. Il bollettino illustrativo dell'emissione sarà firmato da Paolo Gentilini, presidente dell'azienda. L'azienda Gentilini è un pezzo di storia della capitale ma che ha la particolarità di aver conservato l'antica ricetta di quando i biscotti venivano venduti a peso, appena sfornati e poi nelle classiche scatole di latta. E queste sono diventate oggetti da collezionisti. L'attuale presidente della società, Paolo Gentilini, nipote del fondatore, ama raccontare che spesso si reca in vari mercatini nella speranza di trovarne qualcuna tra le cianfrusaglie dei rigattieri. Il marchio Gentilini (quello col trenino a vapore carico di biscotti) a Roma oggi è secondo solo al colosso Barilla, ma il progetto della società è quello di espandersi in tutta Italia, di insidiare la leadership del «Mulino Bianco» anche a nord e a sud del Paese. Alcuni biscotti hanno un passato illustre. In onore di casa Savoia vennero creati i celebri «Vittorio», «Margherita» e «Umberto», rimasti in commercio anche dopo l'avvento della Repubblica. E poi i «Tripolini», fatti con miele e nocciole, esposti per la prima volta a una fiera in Libia, quando questa era colonia italiana. La storia di Paolo Gentilini è quella di un imprenditore determinato che non si è arreso davanti alle difficoltà. Catturato in combattimento in Africa, rimase prigioniero degli inglesi per cinque anni. Al suo ritorno si rimise al lavoro insieme al fratello Umberto e alle sorelle. E la fabbrica riprese vigore. Nel 1958 ci fu il trasferimento da via Novara a via Affile, alle porte di Settecamini. Da quel momento il decollo con un successo che non è stato intaccato nemmeno dall'invasione delle merendine. L.D.P.

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