Acea, i piani di De Benedetti
seguedalla prima «Se ci sarà un ritorno al nucleare, Sorgenia potrà giocare un ruolo». Rodolfo De Benedetti ha scelto, e non a caso, il quotidiano economico Les Echos, per annunciare al mondo finanziario che intende essere della partita e che la sua Sorgenia, di cui è presidente, ha le carte in regola quanto a solidità e peso economico, per essere della partita. Ma perchè l'amministratore delegato della Cir ha scelto una piattaforma francese per parlare piuttosto che un Financial Times o un Wall Street Journal? La risposta non è solo nel fatto che i francesi con la Edf sono partner di Enel nello sviluppo del nucleare in Italia. La spiegazione è che De Benedetti ha già una partita aperta con i francesi, sempre sul fronte dell'energia, che porta dritta all'Acea e potrebbe condizionare il futuro della multiutility. Per capire come si sta muovendo De Benedetti sullo scacchiere energetico e che posizione strategica riveste Acea, bisogna appunto partire da Sorgenia. Il sito di Sorgenia informa che è il primo operatore privato italiano del mercato nazionale dell'energia elettrica e del gas naturale, con 500.000 clienti in tutta Italia e impianti di generazione elettrica per circa 2.900 MW di potenza. Andando a vedere nel bilancio 2008 ci accorgiamo che sulla società la crisi ha picchiato duro. Il risultato di esercizio nel 2008 era pari a 15,988 milioni contro i 29,704 milioni del 2007. Il mol è in positivo per 35,357 milioni contro i 45,636 milioni del 2007 con un calo del 22,5%. L'utile netto dei nove mesi del 2009 si è dimezzato scendendo dai 39,8 milioni dello stesso periodo del 2008 a 21,1 milioni. Nel settore spiegano che il futuro di Sorgenia potrebbe essere quello di una sinergia con un altro soggetto o la vendita o la creazione di un gruppo con un gruppo ben organizzato. I francesi sarebbero il partner ideale. Ma perchè guardare proprio Oltralpe? E cosa c'entra in questo l'Acea? I francesi con Gaz de France-Suez siedono accanto a De Benedetti in Tirreno Power, società nata dalla liberalizzazione del mercato elettrico italiano. In Tirreno Power i francesi hanno il 35% e Sorgenia il 39% ed è presente anche Acea con il 15%. In Tirreno Power c'è gran fermento; si dice che De Benedetti avrebbe tutto l'interesse a che i francesi si rafforzino in Acea perchè in cambio potrebbe avere da questi un aiuto a tirare Sorgenia fuori dalle sabbie mobili. Se Gdf Suez diventasse un socio forte sarebbe più facile trattare dentro Tirreno Power il futuro di Sorgenia e in questo modo la società di De Benedetti diventerebbe più autorevole per stare al tavolo del nucleare, la vera grande partita dei prossimi anni. I maligni dicono che questo spiegherebbe il veleno di una certa campagna anti privatizzazione di Acea condotta da La Repubblica, ma sono solo malignità. Laura Della Pasqua
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