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Draghi si affida all'Arma

Draghi

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Nessuna mancanza di fiducia. E nemmeno ostilità verso i suoi dipendenti incaricati, finora, di presidiare gli accessi alle filiali della Banca d'Italia. Ma il Governatore Mario Draghi, dati i tempi, vuole assicurare la massima sicurezza attorno ai suoi forzieri. E quale migliore soluzione, gli hanno suggerito i suoi uffici, se non quella di affidarsi ai Carabinieri che già da anni vigilano gli ingressi degli uffici di Via Nazionale sparsi in tutta Italia quando gli sportelli sono chiusi. Così dopo i contatti di rito tra le istituzioni lo scorso luglio è stata firmata una nuova Convenzione che stabilisce l'allargamento dei compiti del contingente di militari dedicato alla sorveglianza in Bankitalia. Una piccola rivoluzione che nei prossimi giorni sarà definitivamente operativa. I Carabinieri, in particolare, vedranno aumentare le ore di vigilanza assicurate al Governatore. Al momento, infatti, la loro presenza è prevista solo nelle fasce orarie e nelle giornate in cui gli uffici non sono aperi. E dunque dalla chiusura alla riapertura dei locali, così come nelle giornate di sabato e domenica e nelle feste infrasettimanali. Con il nuovo accordo, invece, i militari sorveglieranno gli ingressi a ciclo continuo. Più sicurezza, dunque, ma anche un buon risparmio di risorse perché il personale della banca non sarà più impegnato nel presidio. Non solo. Fedele al principio di efficienza che ispira Draghi la riforma consentirà di eliminare anche le operazioni di chiusura e di apertura con la contemporanea presenza di personale di Bankitalia e Carabinieri come avvenuto finora. Questi ultimi diventano, infatti, pienamente responsabili per il controllo degli accessi e per la gestione dell'emergenza negli orari indicati. Un passaggio di consegne che elimina anche la figura del «reperibile per la sicurezza» sostituita da una lista di nomi a cui l'Arma potrà rivolgersi in caso di necessità. Il passaggio di funzioni non è ancora avvenuto ma le attività preparatorie sono già in fase di avviamento. In particolare la Convenzione prevede un programma di addestramento per i militari che dovranno conoscere a menadito impianti, stanze e logistica delle filiali. Appositamente per il loro arrivo saranno installati monitor collegati alle telecamere e saranno consegnate le nuove chiavi. Se per l'Arma il nuovo incarico costituisce un ampliamento dei loro rompiti resta in sospeso a via Nazionale il destino dei circa 600 impiegati che fino a oggi hanno svolto questi servizi. I sindacati sono già pronti a difenderli. Anche se per ora non disperano. L'occasione per inquadrarli in nuovi ruoli potrebbe essere la riforma delle carriere che sarà presto oggetto di confronto.

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