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Boom di disoccupati in Europa

Lavoro in cantiere

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Cresce ancora la disoccupazione in tutta Europa. A settembre nei sedici Paesi che hanno adottato l'euro è salita al 9,7%. Un dato mai così alto da dieci anni. E la corsa, secondo tutte le previsioni, è destinata a proseguire. Anche perché le aspettative che la crisi sia effettivamente alle spalle sono sempre più labili. Lo dimostrano i corsi della borsa. Ieri quella di Milano ha perso il 3,13% mentre il Dj stoxx 600, che segna l'andamento dei principali marchi quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto l'1,99%, che equivale a oltre 91 miliardi di euro bruciati in una sola seduta. «Abbiamo ancora davanti 12 mesi di crescita», ha avvertito il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, invitando a evitare facili ottimismi sulla fine della crisi, visto «il pericolo di una ripresa senza posti di lavoro». «Non possiamo dichiarare vittoria, prima di avere una riduzione dei disoccupati», ha scandito ancora il direttore dell'Fmi. Sulla stessa lunghezza d'onda, il messaggio arrivato dal vertice dei capi di Stato e di governo Ue, riuniti a Bruxelles. «Per il ritiro delle misure anti crisi bisognerà aspettare che la ripresa sia certa», si legge nelle conclusioni. I numeri sulla disoccupazione diffusi dall'ufficio europeo di statistica non lasciano spazio ai dubbi. Ancora una volta Eurostat, a settembre, ha certificato il più alto aumento dei senza lavoro dal gennaio 1999, fino al 9,7%, dopo il 9,6% di agosto e il 7,7% di un anno fa. Non va meglio nell'intera Unione europea, con un tasso del 9,2% rispetto al 9,1% di agosto e al 7,1% di un anno fa. In questo caso si tratta della percentuale più alta dal gennaio 2000. Colpiscono i numeri complessivi: oltre 22 milioni i disoccupati nell'Ue, di cui oltre 15 milioni nei sedici Paesi dell'euro, con una crescita di 286 mila senza lavoro, di cui 184 mila nella sola eurozona. Tutti gli Stati membri, senza alcuna esclusione, hanno visto un aumento della disoccupazione. Ma l'Italia, su base annua, è il Paese che, con la Germania, ha registrato la crescita più contenuta: si è passati dal 6,8% al 7,4% (calcolando i secondi tre mesi 2008 e 2009).

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