Nuovo round per la riforma dei contratti
Quello a cui si punta è la definizione di un tasso di inflazione «previsionale» diverso dalla programmata del governo, fissata per quest'anno a quello che i sindacati giudicano un irrealistico 1,7%, ma anche da quello misurata dall'Istat, schizzato a luglio e agosto oltre il 4%. Confindustria sta preparando un suo documento sul problema, ma sullo sfondo rimane aperta l'ancora più delicata questione della definizione degli ambiti contrattuali, ovvero di quello nazionale e di quello aziendale, che dalla riforma dovrebbe uscire rafforzato rispetto all'attuale sistema. Non tutte le parti sono però sulla stessa linea: la Cgil punta in modo più deciso alla difesa del contratto nazionale. Confindustria, Cisl e Uil però premono sull'acceleratore per raggiungere un accordo entro la data stabilita, ovvero il 30 settembre, giusto in tempo per la Finanziaria.
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