Il sì dei sindacati solo con la concertazione
Pensioni, Damiano prepara la riforma L'età per uscire dal lavoro sarà flessibile
A lanciare la proposta, dando il via ad un dibattito che sa tanto di prove di riforma, è stato ieri il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che ha raccolto la disponibilità a discutere di Cgil, Cisl e Uil a una condizione però tassativa: che a decidere quando lasciare sia il lavoratore stesso. «Dobbiamo tornare al principio di flessibilità», ha dichiarato Damiano ieri dove i paletti dei 57 e 35 anni vadano «considerati in rapporto all'innalzamento della vita delle persione». Un allungo, quello del ministro, che apre la strada al dibattito sull'innalzamento dell'età pensionabile, anche se - si affretta a precisare - «il tutto sarà discusso, ovviamente, con le parti socizali». Il ministro ribadisce inoltre che lo scalone del 2008 introdotto dalla legge firmata Maroni «sarà corretto», perchè «iniquo» e perchè «nega alla radice il principio di flessibilità dell'uscita dal mondo del lavoro». Caute ma possibiliste le reazioni dei sindacati. «È una strada percorribile - commenta il segretario generale aggiunto della Cisl Pierpaolo Baretta - ma a tre condizioni: la libertà del lavoratore di scegliere il momento dell'uscita, in un sistema con maggiore flessibilità; di non toccare i coefficienti di trasformazione, per non ridurre le pensioni che già sono state pesantemente colpite; che parta al più presto la previdenza complementare». Il segretario confederale Uil Antonio Foccillo ha confermato la disponibilità a innalzare l'età pensionabile, a condizione però che sia una scelta del lavoratore». Per la Cgil invece il nodo dell'età pensionabile deve essere discusso all'interno di un confronto più generale.
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