Torna l'incubo bollette pazze In un anno quasi 40 mila reclami
Quando, poi, le bollette sono "pazze" i calcoli diventano impossibili. Nella maggior parte dei casi a sconvolgere i consumatori sono i prezzi esorbitanti per servizi che non hanno mai utilizzato o magari per beni che non hanno consumato. A sbagliare di più è la telefonia: il 56,8% dei reclami relativi alle bollette sballate riguarda proprio questo settore. Al secondo posto tra le società che più spesso sbagliano c'è il gas, con il 20,7% dei casi. Mentre un altro 13,6% degli errori è causato dalla società dell'elettricità e il restante 8,8% dai gestori dell'acqua. I dati sono stati elaborati dal Movimento difesa del cittadino per l'Adnkronos. Lo scorso anno l'associazione ha ricevuto ben 39.696 reclami inerenti il settore dell'elettricità, gas, acqua e telefonia. In particolare 5.423 casi hanno riguardato la società elettrica, 8.221 del gas, 3.520 dell'acqua e 22.532 della telefonia. «Una realtà, quella delle bollette pazze - spiega Francesco Luongo del Mdc - determinata soprattutto dal fatto che nel processo di fatturazione manca un controllo adeguato a monte. Si tratta di un processo totalmente automatizzato in cui l'unico vero controllo è quello fatto dagli utenti quando scoprono errori nella bolletta». Inoltre nella maggior parte dei casi gli apparecchi misuratori «non sono sottoposti a verificie periodiche». In caso di malfunzionamento è sempre l'utente a dover reclamare. A completare il quadro il fatto che gli uffici che emettono le bollette sono diversi da quelli che ricevono i reclami. «E ciò - spiega Luongo - comporta un rallentamento nella gestione dei reclami stessi. Alcune volte nonostante l'avvenuto pagamento si procede ugualmente al distacco della fortnitura».
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