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Fedagri: «Nei campi è crisi congiunturale»

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Il tempo autunnale che si registra sul nostro Paese già dalla metà di agosto sembra anticipare la fine di un'estate mai realmente cominciata». È il commento del presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni sull'andamento della campagna ortofrutticola 2005. «Con l'abbassarsi delle temperature - continua Bruni - svanisce il sogno o la speranza dei produttori ortofrutticoli che vedevano nelle settimane di caldo estivo una buona leva per l'aumento dei consumi di pesche, nettarine, angurie e meloni, frutti il cui consumo è notoriamente legato al caldo». In particolare, per le pesche nettarine si registra il calo vorticoso del prezzo all'origine. Solo tra la seconda e la terza settimana di luglio, secondo dati Ismea, hanno perso circa il 12 % del prezzo all'origine, passando da 0,33 a 0,29 centesimi di euro. I dati parlano di un ulteriore calo del 20% del prezzo all'origine rispetto al mese di luglio del 2004. La congiuntura negativa segue la spirale che si è registrata anche nella scorsa campagna. Già nel 2004, infatti, le pesche nettarine erano diminuite del 50% rispetto all'anno precedente. «Il perdurare di una situazione così difficile nel comparto delle drupacee (pesche e nettarine) - continua il presidente di Fedagri - ci fa capire che la crisi è veramente congiunturale e per risolverla bisogna riallineare la domanda con l'offerta e procedere al riequilibrio delle produzioni tra Italia, Spagna, Francia e Grecia».

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