Fabi pronta allo sciopero dei bancari Sella (Abi): «Gli accordi si trattano»
Motivo? La Federazione vuole che l'Associazione bancaria italiana (Abi) inserisca nella parte normativa del contratto il principio di responsabilità sociale (non obbligare gli impiegati a vendere titoli-spazzatura, vedi i crac Cirio e Parmalat) e riveda il sistema degli incentivi, i premi economici che l'azienda bancaria riconosce unilateralmente ai dipendenti che si distinguono nella vendita dei titoli che "scottano". È di ieri la notizia - dicono alla Fabi - che Banca Intensa per il 2004 ha messo in pagamento 51 milioni di euro di incentivi. Come a dire: in attesa delle nuove regole valgono le vecchie. Nei giorni scorsi la Fabi ha aggiunto al suo repertorio un colpo di teatro: ha raccolto l'invito rivolto dall'Adusbef (associazione dei consumatori) di essere tirata in barca nella trattiva con le banche perché si arrivi a un accordo che tenga conto degli interessi dei risparmiatori. Il presidente dell'Abi, Maurizio Sella, non vuole commentare l'irrigidimento della Fabi: «Non è mio costume - dice - Gli accordi si fanno con i sindacati e al tavolo delle trattative». La Federazione ha scavato la sua trincea alla vigilia dell'incontro di oggi tra banche e parti sociali. E, da sola, si dice pronta allo scontro. Già al primo round delle trattative (il 21 scorso), le sigle Cgil, Cisl, Uil e Falcri si erano presentate al tavolo con l'Abi senza la Federazione autonoma che invece aveva visto (sempre lo stesso giorno) l'Associazione dei bancari separatamente, con Dircredito e Sinfub. I sindacati della prima griglia chiedono un aumento di 185 euro, contro i circa 221 dei secondi. Il sospetto sottopelle di questi ultimi è che i confederali possano siglare con Abi un'intesa che fa gioco ad entrambi: argina l'esuberanza della Fabi, mal sopportata dai confederali, e le sue pretese economiche, che l'Abi vorrebbe falciare. A rendere l'aria di guerra c'è il no della Fabi alla proposta Unicredito di assegnare «ai dipendenti una quota di azioni in cambio di una riduzione del premio di produttività. I bancari del Gruppo - dicono - che sono i più produttivi d'Italia e consentono al nostro amministratore delegato Profumo di percepire uno stipendio annuo di 5,1 milioni di euro, devono essere trattati meglio».
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